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Anadolu Efes Istanbul tiene a distanza il Besiktas Istanbul

Anadolu Efes Istanbul ha vinto il derby contro il Besiktas Istanbul, 89-80, giovedì sera in Eurolega. Il punteggio finale racconta di una partita equilibrata nel finale…

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Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.

Anadolu Efes Istanbul ha vinto il derby contro il Besiktas Istanbul, 89-80, giovedì sera in Eurolega. Il punteggio finale racconta di una partita equilibrata nel finale, ma la serata si è giocata soprattutto sul margine costruito prima dell’intervallo. Efes ha preso il controllo fin dai primi minuti, poi ha resistito al ritorno del rivale senza lasciare che la partita sfuggisse di mano.

Un primo tempo che ha pesato molto

Il primo quarto si è concluso sul 29-17, con la squadra di casa più precisa nelle scelte e già più aggressiva vicino al ferro.

Efes ha imposto subito il ritmo. Il primo quarto si è concluso sul 29-17, con la squadra di casa più precisa nelle scelte e già più aggressiva vicino al ferro. Besiktas ha poi faticato a ridurre il divario: Efes ha vinto il secondo quarto 28-19 ed è rientrato negli spogliatoi con 21 punti di vantaggio, 57-36.

Questo margine non era soltanto una questione numerica. Ha permesso ai giocatori di Pablo Laso di giocare il secondo tempo senza dover inseguire il punteggio. Cameron Payne è stato l’uomo più produttivo della serata con 22 punti. La sua efficacia ha offerto a Efes i canestri necessari nel momento in cui Besiktas cercava di costruire una fase di pressione.

Collin Malcolm ha aggiunto 15 punti, mentre l’intera Efes ha realizzato 17 assist. La squadra ha soprattutto dominato a rimbalzo, 37 catture contro 30, un dettaglio raramente decorativo in un derby in cui ogni possesso finisce per costare caro.

Besiktas ha rifiutato di sparire

Il terzo quarto ha tuttavia cambiato la temperatura della partita. Besiktas lo ha vinto 24-11 e ha riportato il divario a otto punti prima dell’ultimo periodo, 68-60. Dopo un primo tempo subito, gli ospiti hanno finalmente trovato sequenze più pulite, in particolare limitando le opportunità avversarie e accelerando quando si presentava un’apertura.

Eugene Omoruyi ha incarnato questo risveglio con 16 punti. Scottie Wilbekin ha portato a sua volta pericolo dall’arco, ma Besiktas non è riuscito a trasformare il proprio slancio in una vera rimonta. Efes ha ceduto terreno senza perdere lucidità. Negli ultimi minuti, la partita è rimasta tesa, ma il vantaggio accumulato prima dell’intervallo è servito da cuscinetto.

L’ultimo quarto, vinto 21-20 da Efes, riassume bene questo finale di partita: Besiktas ha continuato a spingere, Efes ha risposto senza panico. Nessuna grande fiammata, semplicemente abbastanza controllo per impedire che il derby diventasse una lotteria.

I numeri confermano lo scenario

Efes ha tirato meglio nel complesso, con 31 canestri realizzati su 60 tentativi, contro i 31 su 67 di Besiktas. I padroni di casa hanno inoltre sfruttato meglio la linea dei tiri liberi, con 19 realizzazioni su 22. Besiktas ha compensato con un’attività difensiva più evidente, totalizzando dieci palle rubate, ma non è bastato a cancellare i danni del primo periodo.

Le due squadre hanno distribuito 17 assist, segno che il derby non ha mai smesso di essere combattuto. La differenza è arrivata da una selezione di tiri più redditizia da parte di Efes e dalla capacità di chiudere a rimbalzo le seconde opportunità. Quando Besiktas ha avuto l’occasione di ridurre nettamente il divario, Efes ha trovato un canestro, un tiro libero o un rimbalzo per chiudere la porta.

Una vittoria che dà respiro

Questo successo permette ad Anadolu Efes di firmare la sua terza vittoria europea della stagione. Besiktas, dal canto suo, riparte con una quarta sconfitta nonostante una reazione che evita al punteggio di riflettere soltanto il primo tempo.

Il prosieguo dirà se questo derby servirà da svolta per Efes o se resterà una partita vinta grazie a un avvio quasi perfetto. Per Besiktas, il terzo quarto offre almeno una base: nei primi venti minuti, il vicino era troppo lontano; nei venti successivi, ha ricordato che il derby non si vince mai tranquillamente.

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