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La NHL si spinge un po’ più verso il dopo-cavo. Prime Video diventa il servizio di streaming locale esclusivo per sei franchigie a partire dalla stagione 2026-27: Hurricanes, Ducks, Blue Jackets, Stars, Wild e Blues. L’accordo non riguarda i fan di tutto il mondo, ma dice molto della battaglia che si sta giocando attorno ai diritti regionali, là dove le abitudini di visione cambiano più rapidamente dei vecchi palinsesti televisivi.
Sei mercati, un segnale chiaro
Il contratto annunciato dalla lega e da Prime Video copre le partite di stagione regolare trasmesse localmente, con i programmi pre e post-partita e contenuti della squadra.
Il contratto annunciato dalla lega e da Prime Video copre le partite di stagione regolare trasmesse localmente, con i programmi pre e post-partita e contenuti della squadra. I tifosi interessati dovranno trovarsi nel territorio di trasmissione del proprio club. Per gli altri, le offerte nazionali o fuori mercato restano la via abituale.
L’elenco delle squadre non è casuale. Carolina entra nell’accordo con lo status di campione in carica, Dallas e Anaheim escono da un periodo agitato attorno alle loro soluzioni di streaming, mentre St. Louis, Minnesota e Columbus cercano anch’esse una distribuzione più chiara per il loro pubblico locale. Prime Video non acquista quindi soltanto partite: la piattaforma eredita un problema ricorrente dello sport nordamericano, quello della frammentazione regionale.
Il regionale cambia proprietario
Per anni, le reti sportive regionali hanno sostenuto gran parte dell’economia televisiva delle franchigie. Il modello resta potente, ma si è incrinato con il calo del cavo tradizionale, i fallimenti o i ritiri di alcuni operatori e la moltiplicazione degli abbonamenti. La NHL tenta qui una soluzione più semplice da capire per lo spettatore: un’app già installata in molte case, una pagina della squadra, una partita in diretta.
I dettagli commerciali non saranno tutti identici. I club dovranno precisare le proprie formule a seconda dei mercati. I Blues hanno già comunicato un prezzo mensile e annuale per la loro regione, mentre i Ducks hanno indicato che le loro partite locali saranno accessibili agli abbonati Prime senza costi aggiuntivi durante il primo anno, in aggiunta a un’ampia presenza sulla televisione gratuita nel mercato di Los Angeles.
Amazon costruisce pazientemente la propria pista di ghiaccio
Questo annuncio non arriva dal nulla. Prime Video trasmette già i Kraken a livello locale e si è rafforzato anche in Canada con le partite nazionali del mercoledì sera a partire dal 2026-27. Il gruppo aggiunge quindi un livello locale a una strategia che combina diritti nazionali, reti regionali e abbonamenti sportivi aggiuntivi.
Per la NHL, l’interesse è duplice: mantenere i ricavi della trasmissione evitando al contempo che i fan più fedeli si perdano tra canali, app e restrizioni geografiche. Per Amazon, è un altro modo per radicare Prime Video nelle abitudini settimanali. Una partita locale non crea lo stesso clamore di una finale, ma riporta il pubblico ancora e ancora.
Cosa dovranno tenere d’occhio i tifosi
Il vero test inizierà con le condizioni di accesso pubblicate da ogni club. Prezzo, disponibilità esatta, coesistenza con i canali locali, qualità della produzione e semplicità di connessione determineranno la reazione del pubblico. L’hockey ha già un calendario abbastanza fitto perché nessuno abbia voglia di una caccia al tesoro digitale prima dell’ingaggio.
Questo passaggio non risolve tutto, soprattutto per i tifosi fuori mercato o per quelli che seguono più squadre. Conferma però una tendenza ormai forte: i diritti locali, a lungo trattati come uno sfondo tecnico, diventano un terreno centrale della concorrenza. La NHL entra nella stagione 2026-27 con una nuova vetrina, e Prime Video con sei mercati in più per dimostrare che un abbonamento può sostituire una vecchia abitudine.