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Jack Campbell appende le parastinchi a 34 anni e sceglie il coaching

La guardia americana Jack Campbell ha ufficializzato il proprio ritiro sportivo il 20 luglio 2026, ponendo fine a nove stagioni nella National Hockey League. L'annuncio…

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La guardia americana Jack Campbell ha ufficializzato il proprio ritiro sportivo il 20 luglio 2026, ponendo fine a nove stagioni nella National Hockey League. L'annuncio, pubblicato in video sui social media e ripreso da diverse redazioni nordamericane, sorprende per la sua chiarezza: il portiere cresciuto nella regione di Port Huron, in Michigan, non tornerà più dietro una porta professionistica. D'ora in poi si dedicherà allo sviluppo personale e alla performance all'interno dell'azienda Novus Global, una struttura specializzata nell'accompagnamento di dirigenti, atleti e quadri, dove ricoprirà il ruolo di coach della performance a tempo pieno. Una riconversione maturata con grande riflessione, secondo le sue stesse parole, che disegna una nuova pagina dopo una carriera tanto brillante quanto movimentata.

Un percorso a montagne russe

Scelto in undicesima posizione dai Dallas Stars nel 2010, Campbell ha impiegato tempo ad affermarsi come titolare.

Scelto in undicesima posizione dai Dallas Stars nel 2010, Campbell ha impiegato tempo ad affermarsi come titolare. A lungo oscurato a Los Angeles da Jonathan Quick e poi da Jonathan Bernier, è esploso nella stagione 2021-2022 con i Toronto Maple Leafs: 31 vittorie, una prima convocazione all'All-Star Game e uno status di numero uno indiscutibile in una lega dove la pressione è costante. Il suo contratto di cinque anni e 25 milioni di dollari firmato a Edmonton nell'estate del 2022 doveva confermare questa traiettoria ascendente. In parte l'ha spezzata: in sole due stagioni, il portiere ha visto il suo contratto essere riscattato dagli Oilers, incapace di ritrovare il suo livello precedente e minato da prestazioni deludenti ripetute nei playoff.

Il calvario e la ricostruzione

Messo da parte da Edmonton, Campbell ha aderito al programma di assistenza ai giocatori della NHL e dell'Associazione Giocatori, un passo raro e carico di significato in una carriera. Ha poi tentato un rilancio con i Detroit Red Wings, che lo avevano ingaggiato durante la stagione morta. La stagione successiva sembrava offrirgli una via d'uscita, ma l'ex portiere ha annunciato pubblicamente che non avrebbe iniziato la prossima stagione, preferendo porre fine alla carriera piuttosto che aggrapparsi. La sua ultima stagione sul ghiaccio lo ha visto giocare con i Grand Rapids Griffins, in American Hockey League, per un ritorno progressivo al gioco e un lavoro di ricostruzione mentale. In totale, Campbell lascia la NHL con 163 partite di stagione regolare disputate, 93 vittorie, una media di 2,76 gol subiti a partita e una percentuale di parate del 90,9%.

Una riconversione già in atto

Nel suo video d'addio, Campbell non ha nascosto l'emozione del momento. L'hockey, dice, gli ha offerto una carriera che non avrebbe mai osato sognare, e ne esce grato verso ogni compagno di squadra e ogni allenatore incontrato lungo il cammino. Ma l'ex portiere dice di provare oggi maggiore appagamento nell'accompagnare altre persone nel loro sviluppo, un ambito in cui si è già impegnato nelle ultime stagioni. Il suo ruolo in Novus Global, presentato come coach della performance, si inserisce in un percorso di trasmissione che va oltre il contesto strettamente sportivo e mira a un pubblico aziendale. Un modo per voltare pagina senza rinnegare ciò che il ghiaccio gli ha insegnato, e per trasformare l'esperienza dell'altissimo livello in uno strumento di accompagnamento per gli altri.

Cosa cambia per Detroit con il suo ritiro

L'annuncio di Campbell lascia i Detroit Red Wings senza uno dei portieri previsti per supportare la gerarchia della squadra. La franchigia dovrà probabilmente puntare sui giovani interni o esplorare il mercato dei portieri liberi, in un momento in cui diversi veterani potrebbero essere tentati da un'ultima esperienza in Magnus o in KHL. A 34 anni, Campbell lascia l'immagine di un talento a lungo frenato dalle circostanze, ma anche quella di un professionista che, nonostante i dubbi, ha saputo ritrovare la motivazione per aiutare gli altri. Una fine di carriera più riflessiva che rassegnata, e un nuovo capitolo che ora si scrive lontano dalle piste di ghiaccio, con lo sguardo rivolto a coloro che cercano anch'essi la propria strada nella performance.

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