Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.
Questo contenuto è stato tradotto automaticamente dalla versione francese.
Reclutato a suon di milioni la scorsa estate per succedere a Donnarumma, Lucas Chevalier ha vissuto una prima stagione parigina agli antipodi delle aspettative. Retrocesso in panchina da Matvey Safonov, il portiere 24enne rifiuta di arrendersi. A pochi giorni dalla ripresa, il 25 luglio a Poissy, l'ex lilla ha deciso: resta a Parigi per riconquistarsi il posto.
Una stagione 2025-2026 da dimenticare
Arrivato dal LOSC per 40 milioni di euro, bonus inclusi, Lucas Chevalier incarnava il nuovo progetto parigino dopo l'addio burrascoso di Gianluigi Donnarumma.
Arrivato dal LOSC per 40 milioni di euro, bonus inclusi, Lucas Chevalier incarnava il nuovo progetto parigino dopo l'addio burrascoso di Gianluigi Donnarumma. Lo scenario sperato è andato in frantumi già ad agosto. In Supercoppa Europea contro il Tottenham, una papera grossolana ha regalato il secondo gol agli Spurs e incrinato all'istante la fiducia del portiere di Calais.
Le settimane successive hanno confermato la fragilità. Errori in uscita puniti dagli avversari, uscite aeree azzardate, comunicazione deficitaria con una difesa in ricostruzione: il bilancio autunnale era disastroso. Un infortunio muscolare ha interrotto la sua unica fiammata, lasciando campo libero a Matvey Safonov. Il portiere russo non si è lasciato sfuggire l'occasione.
Titolare in Champions League contro il Liverpool nel quarto di finale d'andata, Safonov ha disputato la partita di riferimento che mancava al suo curriculum. Moltiplicando le parate decisive, ha convinto Luis Enrique a blindare una gerarchia che nulla, nemmeno il ritorno dall'infortunio di Chevalier, ha poi fatto vacillare. «Rotazioni», aveva commentato seccamente l'allenatore spagnolo, come per mascherare l'evidenza di una retrocessione ormai decisa.
Un entourage diviso, pretendenti in agguato
Nell'entourage del portiere, il verdetto era senza appello. Restare un secondo anno all'ombra, a 24 anni e a due dall'Europeo 2028, sarebbe stato un suicidio sportivo. Il Tottenham, a secco di un portiere di livello internazionale dai tempi di Lloris, ha presentato un'offerta concreta. L'Aston Villa, qualificata in Champions League, e lo Stade Rennais monitoravano la situazione, pronti a formulare una proposta non appena fosse arrivato il via libera.
Tuttavia, Lucas Chevalier ha preso tutti in contropiede. Dopo diversi colloqui con Luis Enrique e la dirigenza sportiva, ha fatto sapere di non voler lasciare la capitale. Una fonte interna al PSG, citata da L'Équipe e ripresa da Footmercato, descrive un giocatore «in un ottimo stato d'animo», che ha digerito le difficoltà ed è determinato a invertire la tendenza. Il club, dal canto suo, non ha alcun interesse a svendere un investimento da 40 milioni.
Perché restare non è una scelta assurda
La scommessa può sembrare irrazionale. Ma diversi fattori invitano a sfumare il pessimismo diffuso. Innanzitutto, Safonov resta un portiere perfettibile: la sua papera contro il Tolosa ad aprile, un pallone rilasciato in piena area trasformato in gol comico dai Violets, ha ricordato che il russo non è immune all'errore.
In secondo luogo, Luis Enrique ha sempre mantenuto un alone di ambiguità calcolata sulla gerarchia dei portieri. L'ex commissario tecnico della Spagna è un fautore dichiarato delle rotazioni, e il semplice fatto che non abbia mai definito Safonov numero uno ufficiale lascia una porta socchiusa. Il precedente di Keylor Navas, accantonato prima di essere reintegrato quando le circostanze lo richiedevano, dimostra che le certezze parigine possono ribaltarsi in fretta.
Infine, Chevalier giocherà meccanicamente una ventina di partite anche come riserva designata. In un club impegnato su quattro fronti, il titolare non può giocare tutto, e ogni apparizione sarà scrutata. Il portiere di Calais lo sa: sarà la regolarità delle sue prestazioni, più che un' improbabile promessa di minutaggio, a decretare un eventuale ritorno in grazia.
L'ombra dei Bleus e il primo verdetto
Il capitolo nazionale aggiunge un ulteriore strato di urgenza a questa telenovela. Riserva di Mike Maignan nei Bleus, Chevalier vede il branco crescere dietro di lui. Alphonse Areola, Brice Samba e la nuova generazione incarnata da Guillaume Restes spingono forte. Un esilio in Inghilterra avrebbe garantito una visibilità mediatica superiore; restare a Parigi significa accettare il rischio di sparire dai radar mentre altri accumulano minuti.
La ripresa fissata per il 25 luglio al Campus PSG servirà da primo barometro. L'atteggiamento mostrato, il linguaggio del corpo negli esercizi e la qualità delle prime prese di palla diranno se Lucas Chevalier ha davvero voltato pagina sul suo calvario personale. Luis Enrique, da parte sua, aspetta solo una cosa: che la concorrenza alzi il livello generale, piuttosto che appesantire l'ambiente.
Lucas Chevalier ha scelto l'abnegazione piuttosto che la fuga. Il cammino è irto di ostacoli, ma la storia del calcio è lastricata di portieri tornati dal nulla. Questo martedì soleggiato di luglio, sui campi di Poissy, si scriverà un primo atto. Forse quello di una rinascita che nessun bookmaker oserebbe quotare favorita.
