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New York entra già nel vivo
Lo US Open 2026 non ha avuto bisogno di aspettare la seconda settimana per produrre un colpo di scena. L'uscita di Novak Djokovic già al primo turno, battuto in cinque set da Mariano Navone, ha immediatamente spostato il centro di gravità del torneo maschile. A 39 anni, il serbo resta una figura immensa, ma questa sconfitta offre una nuova chiave di lettura del tabellone: i vecchi punti di riferimento si incrinano e diversi pretendenti possono ora guardare più lontano senza dover passare attraverso uno degli ostacoli storici di Flushing Meadows.
Anche Diane Parry è in programma contro Viktorija Golubic, pochi giorni dopo il titolo conquistato a Monterrey e il suo balzo nel ranking mondiale.
La prima giornata ha anche confermato che Daniil Medvedev, ex vincitore a New York, conserva una reale capacità di controllo sul cemento. La sua vittoria netta contro Hugo Gaston ha riportato stabilità in una giornata segnata dalle sorprese. Anche Tommy Paul ha superato il primo turno, mentre il ritiro di alcuni giocatori e le condizioni della ripresa dopo le interruzioni per pioggia aggiungono già una componente di incertezza alla gestione fisica del torneo.
I francesi al centro del lunedì
La giornata di lunedì 31 agosto presenta un forte accento francese nel programma. Arthur Fils deve iniziare la sua campagna contro Stefanos Tsitsipas, un incontro di peso per l'esordio. Il francese arriva con uno status che non è più quello di una semplice promessa: è atteso, osservato, e questo tipo di partita misura tanto la sua maturità quanto il suo livello di gioco. Di fronte a un avversario esperto, capace di dettare il gioco con il servizio e il diritto, Fils dovrà imporre intensità senza avere fretta.
Anche Diane Parry è in programma contro Viktorija Golubic, pochi giorni dopo il titolo conquistato a Monterrey e il suo balzo nel ranking mondiale. Il suo caso è interessante perché arriva con fiducia, ma anche con il vincolo di dover giocare di nuovo molto rapidamente. La freschezza, il passaggio a New York e la capacità di mantenere la propria aggressività nei momenti equilibrati saranno determinanti. Loïs Boisson e Adrian Mannarino devono invece gestire incontri ripresi dopo un'interruzione, un esercizio raramente confortevole perché obbliga a ritrovare immediatamente il ritmo senza passare dalla progressiva impostazione di un inizio partita.
Alcaraz e Sabalenka sotto osservazione
Il programma mette anche i due campioni in carica sotto i riflettori al primo turno. Carlos Alcaraz torna dopo un periodo di assenza e deve affrontare Roman Safiullin. Il semplice risultato non basterà a valutare il suo stato reale: bisognerà osservare la qualità dei suoi appoggi, la sua capacità di difendere lontano dalla linea di fondo e la libertà del suo braccio negli scambi lunghi. A New York, un favorito può vincere in tre set lasciando però segnali fisici preoccupanti; a volte è vero anche il contrario.
Aryna Sabalenka inizia la sua difesa contro Camila Osorio. La sua posizione di numero uno e il suo status di detentrice del titolo creano un'attesa molto diversa da quella delle inseguitrici. Deve imporre rapidamente la propria autorità, evitare di offrire troppo ritmo a un'avversaria mobile e proteggere il servizio nei primi game. Nel tabellone femminile, ogni primo turno vale doppio: elimina una minaccia immediata e permette di imprimere un tono in un torneo spesso nervoso fin dai primi giorni.
Un torneo già aperto
Questa edizione inizia con una combinazione rara: grandi favoriti da osservare, teste di serie indebolite, numerosi francesi e il primo grande scossone tra gli uomini. La sconfitta di Djokovic non significa soltanto l'eliminazione di un campione; ricorda che il cemento newyorkese punisce rapidamente il calo fisico, anche tra i più grandi.
Per i giocatori francesi, la posta in gioco è chiara: trasformare una presenza consistente nel tabellone in vittorie concrete. Un successo di Fils contro Tsitsipas darebbe un'immediata importanza alla giornata. Un esordio solido di Parry confermerebbe che Monterrey non è stata una parentesi. In uno US Open già nervoso, l'opportunità esiste. Bisogna ancora coglierla prima che il torneo si richiuda.