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I Colts hanno lasciato Londra con una vittoria netta, ma non con una partita perfettamente sistemata in valigia. Indianapolis ha battuto Washington 30-13 domenica al Tottenham Hotspur Stadium, dopo un inizio confuso e due palle perse di Daniel Jones. La differenza si è fatta poi a terra, intorno a Jonathan Taylor, e in una difesa capace di approfittare di un attacco dei Commanders ancora falcidiato dagli infortuni.
Washington parte forte, poi perde il filo
Odafe Oweh ha provocato un fumble di Daniel Jones fin dall'inizio, Washington ha trasformato questo regalo in un field goal, poi ha aggiunto tre punti portandosi sul 6-0.
Eppure i primi minuti erano appartenuti ai Commanders. Odafe Oweh ha provocato un fumble di Daniel Jones fin dall'inizio, Washington ha trasformato questo regalo in un field goal, poi ha aggiunto tre punti portandosi sul 6-0. In una partita disputata in trasferta, con un orario insolito e uno stadio ancora intento a trovare la propria voce, Indianapolis sembrava la squadra in cerca dei propri punti di riferimento.
La svolta è arrivata prima dell'intervallo. I Colts hanno smesso di forzare, hanno rimesso la palla nelle mani di Taylor, poi hanno preso il vantaggio con un touchdown del running back. Spencer Shrader ha aggiunto un calcio da 48 yards poco prima della pausa. Senza mettere in scena fuochi d'artificio, Indianapolis aveva ripreso il controllo, sul 10-6, lasciando Washington con troppe poche certezze offensive.
Taylor cambia la temperatura della partita
Jonathan Taylor non ha firmato una prestazione gigantesca per volume, ma ha pesato molto: 95 yards in 20 corse e due touchdowns. Il suo secondo sfondamento, dopo un'intercettazione di Jaylon Carlies su Athan Kaliakmanis, ha dato ai Colts un vantaggio di 17-6 nel terzo quarto. Da quel momento, Indianapolis ha potuto dettare il ritmo.
Taylor ha anche arricchito la sua piccola storia personale fuori dagli Stati Uniti, diventando un punto di riferimento nelle partite internazionali per yards e touchdowns su corsa. Il richiamo londinese ha il suo fascino, ma l'essenziale è altrove: i Colts avevano bisogno di una base stabile mentre Jones continuava a fare i conti con le imprecisioni. L'hanno trovata nel loro gioco di corsa.
I Commanders chiudono con un terzo quarterback
Washington disputava già questa partita senza Jayden Daniels, infortunato. Marcus Mariota ha lasciato l'incontro dopo il secondo drive, colpito al ginocchio, e il rookie Athan Kaliakmanis ha dovuto prendere il suo posto. Ha avuto un lampo con un passaggio da touchdown di 47 yards per Treylon Burks, riportando i Commanders sul 17-13, ma il seguito è stato più duro.
Kaliakmanis ha anche lanciato l'intercettazione che ha regalato ai Colts un campo corto. Washington è avanzata a sprazzi, senza riuscire a prolungare lo slancio. La situazione offensiva diventa molto concreta: una squadra sull'1-3, già malconcia, deve ora gestire l'urgenza della classifica e quella della propria infermeria. Nemmeno il miglior tè londinese risolve questo tipo di emicrania.
Indianapolis respira senza pensare di essere arrivata
Sul 2-2, i Colts tornano in equilibrio dopo due vittorie consecutive. Non è ancora una dichiarazione di potenza nell'AFC, ma è un importante ritorno all'ordine. La difesa ha tenuto Washington a 13 punti, Shrader è stato affidabile, e Jones ha aggiunto un touchdown su corsa nel quarto quarto per allontanare definitivamente i Commanders.
La prossima sfida sarà produrre la stessa solidità senza aspettare di essere scossi dai primi minuti. Indianapolis ha dimostrato a Londra di poter vincere una partita imperfetta, cosa che conta a ottobre. Per dare più spessore alla stagione, ora bisognerà ridurre le palle perse e dare a Taylor un sostegno aereo più costante. Il piano è semplice da scrivere, meno semplice da eseguire ogni domenica.
