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I Seahawks hanno iniziato la stagione come si difende un titolo: senza troppi agi, ma con abbastanza grinta per sopravvivere. Sotto 10-0 contro i Patriots e privi ben presto di Sam Darnold, i campioni in carica hanno ribaltato la partita d’esordio NFL imponendosi 13-10 al Lumen Field. Drew Lock ha stabilizzato l’attacco, la difesa ha strappato tre intercetti nell’ultimo quarto e New England si è lasciata sfuggire una serata che aveva saldamente in pugno.
Uno striscione, poi un allarme immediato
Seattle voleva celebrare il proprio status di campione, non aprire un bollettino medico già dalla prima serie offensiva.
Seattle voleva celebrare il proprio status di campione, non aprire un bollettino medico già dalla prima serie offensiva. Eppure Darnold ha lasciato la partita dopo un sack di Dre’Mont Jones, colpito all’anca, prima di essere rapidamente escluso per il resto del match. Mike Macdonald ha poi indicato che i primi esami avevano permesso di escludere una frattura, pur invitando ancora alla prudenza sul prosieguo.
Questa sfumatura cambia molte cose. Per una franchigia che difende un Super Bowl, perdere il quarterback titolare già a settembre avrebbe potuto trasformare una vittoria inaugurale in una brutta notizia duratura. L’informazione ufficiale proveniente dai Seahawks parla di un sollievo relativo, non di un via libera. Darnold deve ancora essere valutato e le sue condizioni peseranno già sulla preparazione della trasferta in Arizona.
Sul campo, l’impatto è stato evidente. Seattle è sembrata a lungo una squadra priva del proprio ritmo offensivo. I Patriots hanno preso il comando grazie a un touchdown del rookie Eli Raridon e a una difesa capace di approfittare delle esitazioni dei padroni di casa. Sul 10-0, New England aveva l’occasione di rovinare la festa e colpire duro già nella prima serata della stagione.
Drew Lock trova una via d’uscita
Lock non ha trasformato la partita in un recital. Per Seattle ha fatto qualcosa di meglio: ha aspettato il momento in cui un’azione pulita fosse sufficiente a riaprire la gara. Il suo passaggio da 45 yards per Jaxon Smith-Njigba su un quarto down ha riportato i Seahawks in parità, in una sequenza in cui la temperatura della partita è cambiata di colpo.
Non era solo una questione di statistiche, anche se i suoi 187 yards e il suo touchdown danno sostanza al bilancio. Lock ha soprattutto evitato che l’assenza di Darnold si trasformasse in panico collettivo. In un opener giocato contro l’ultimo avversario del Super Bowl, con un attacco rimasto a lungo muto, è già una qualità preziosa.
Seattle ha poi preso il comando con un field goal da 26 yards di Jason Myers, dopo un’intercettazione di Julian Love. Il ribaltamento non è stato spettacolare nel senso classico del termine: è stato metodico, difensivo, quasi stridente. Esattamente il tipo di partita in cui una squadra campione vince senza essere particolarmente bella, lasciando poi agli altri il compito di spiegare perché resti pericolosa.
Maye crolla nel momento peggiore
Drake Maye aveva ancora la possibilità di mandare i Patriots ai tempi supplementari, o persino di farli vincere. Invece ha chiuso la partita con tre intercetti nell’ultimo quarto, l’ultimo dei quali in end zone, raccolto da Josh Jobe mentre New England era nella posizione di poter rientrare.
È il punto più duro della serata per i Patriots. La scelta di cercare il touchdown invece di uno scenario più prudente continuerà a essere discussa, ma l’esecuzione ha soprattutto offerto a Seattle la porta giusta da sbattere. Maye, già atteso come il volto della reazione dopo il Super Bowl perso, riparte con una statistica di partita che peserà nei dibattiti della settimana.
I Patriots possono tenersi stretto il loro solido inizio, l’impatto di Raridon e una difesa che ha soffocato Seattle a lungo. Ma perdere dopo essere stati avanti di dieci punti contro un quarterback di riserva lascia un segno più netto delle promesse di settembre.
Seattle vince, ma il prosieguo si complica
Questa vittoria vale più di un semplice 1-0. Conferma che la difesa dei Seahawks può ancora chiudere una partita, anche quando l’attacco procede a strappi. Dà inoltre a Lock una credibilità immediata, se Darnold dovesse restare fuori per un po’ di tempo.
Il margine resta sottile. Seattle ha vinto grazie a tre palloni strappati nel money time, non perché tutto funzioni già. I campioni hanno evitato la falsa partenza, ma la loro settimana ruoterà attorno a un’anca, a un piano B nel ruolo più esposto e a una certezza: la loro difesa può ancora salvare una serata che pende dalla parte sbagliata.