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Utah blocca John Marino fino al 2035 per 54 milioni di dollari

La franchigia dello Utah, che disputa la sua seconda stagione nella National League sotto il nome di Mammoth, ha piazzato un grande colpo sul mercato delle estensioni…

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La franchigia di Salt Lake City mette al sicuro il suo pilastro difensivo

La franchigia dello Utah, che disputa la sua seconda stagione nella National League sotto il nome di Mammoth, ha piazzato un grande colpo sul mercato delle estensioni. Il club ha ufficializzato martedì un nuovo accordo di otto anni con il suo difensore John Marino, per un importo totale di 54 milioni di dollari. Il contratto, che avrà effetto a partire dalla stagione 2027-2028, porta il valore medio annuo a 6,75 milioni e si conclude al termine della campagna 2034-2035, quando il giocatore avrà trentotto anni.

La dirigenza ha giustificato questa scommessa con la stabilità difensiva ritrovata la scorsa stagione.

La dirigenza ha giustificato questa scommessa con la stabilità difensiva ritrovata la scorsa stagione. Marino, acquisito nel corso della stagione 2023-2024 in uno scambio con i Devils del New Jersey, ha segnato sette gol e aggiunto ventidue assist in ottantadue partite, chiudendo con un differenziale positivo e un tempo medio sul ghiaccio superiore a ventitré minuti in inferiorità numerica. Una polivalenza rara, elogiata dal direttore generale Bill Armstrong già nella conferenza stampa di martedì a mezzogiorno.

Una struttura contrattuale pensata per la finestra di vittorie

L'architettura finanziaria del patto non è affatto una decisione impulsiva. Utah conserva un margine di manovra confortevole sotto il tetto salariale, previsto per salire nei prossimi accordi collettivi, assicurandosi al contempo un leader dello spogliatoio formato all'Università di Harvard, capace di giocare su entrambi i lati della difesa. Marino guadagnerà leggermente più del suo attuale stipendio di 4,4 milioni per l'ultima stagione del suo primo contratto, con bonus legati alle prestazioni per i voti per il Trofeo Norris e le selezioni per l'All-Star Game. Il comunicato pubblicato dalla lega precisa che l'accordo non contiene una clausola di no-trade durante le prime due stagioni, un segnale chiaro inviato a tutto lo spogliatoio sulla durata dell'impegno.

Il difensore diventa, in valore totale, il secondo contratto più lungo mai firmato da un giocatore dell'organizzazione dopo quello di Logan Cooley l'anno scorso. Per una franchigia ancora in costruzione, il tempismo non è neutro: la finestra di competitività coinciderà con l'arrivo a maturità del centro Clayton Keller, già prolungato fino al 2031.

Un segnale forte alla vigilia del training camp

Resta l'incognita sportiva. Marino esce da una stagione regolare incoraggiante ma non ha ancora superato il secondo turno dei playoff con la sua attuale franchigia. L'estensione, ufficializzata a tre settimane dal training camp, rimuove un'incertezza che pesava sullo stato maggiore. Invia soprattutto un messaggio al roster: Utah non si accontenta di essere una moneta di scambio, ma intende costruire un nucleo duraturo attorno a giocatori scelti e sviluppati internamente.

La domanda per le prossime settimane è duplice. Da un lato, come l'allenatore André Tourigny articolerà un reparto difensivo ora blindato attorno a Marino, Mikhail Gulyayev e Olli Maatta, con il giovane Dimitri Simashev chiamato a spingere dietro? Dall'altro, quale impatto avrà questa firma sul mercato dei free agent rimanenti, mentre diversi difensori destri esperti sono ancora senza contratto a meno di dieci giorni dall'apertura dei campi? Risposte attese già alla ripresa, il 17 settembre, al Delta Center.

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