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Ci è voluto un temporale, una notte di attesa e una rimonta monumentale. Alexandra Eala, 21 anni, ha battuto l'americana Jessica Pegula, numero tre del mondo, 4-6, 6-4, 6-0, lunedì a Washington, conquistando il primo titolo WTA della sua carriera. La filippina diventa anche la prima giocatrice nella storia del suo paese a sollevare un trofeo nel circuito principale. Classificata oltre la 150ª posizione mondiale all'inizio dell'anno, la mancina formata all'accademia Rafael Nadal aveva già sorpreso raggiungendo le semifinali a Miami a marzo. Questo trofeo di Washington conferma un'ascesa che nessuno nello spogliatoio definisce più un semplice lampo. Il suo ranking dovrebbe balzare intorno alla 22ª posizione mondiale, un progresso di oltre cento posti in sei mesi.
Una finale in due atti
Violenti temporali si abbattono sulla capitale americana, i campi del William H.G.
Domenica, il cielo di Washington aveva già deciso. Violenti temporali si abbattono sulla capitale americana, i campi del William H.G. FitzGerald Tennis Center sono inzuppati d'acqua. La finale del WTA 500 viene rinviata al giorno dopo senza che una sola palla sia stata colpita. Gli spettatori, ripartiti sotto i rovesci, hanno dovuto rosicare fino a lunedì mattina. Per Eala, questa notte rubata ha forse cambiato tutto: dopo un sabato estenuante in semifinale contro Naomi Osaka, ventiquattro ore di riposo forzato offrivano una boccata d'ossigeno insperata contro una Pegula fresca e favorita schiacciante del torneo.
Lunedì, ritorno in campo. Pegula impone subito la sua potenza. Servizio pesante, colpi profondi, si aggiudica il primo set 6-4 in trentotto minuti. Eala, con il viso chiuso, accumula errori gratuiti in dritto, il suo punto debole cronico. Lo scenario previsto si delinea: la favorita assume il suo ruolo, la giovane filippina impara a sue spese. Ma il match è appena iniziato.
Il set che ha cambiato tutto
Nel secondo atto, Eala allenta la morsa. Alleggerisce i colpi, spezza il ritmo, trova pallonetti ben calibrati e angoli corti che portano Pegula fuori dalla sua zona di comfort. Il break arriva sul 3-3, con un passante di rovescio lungolinea che l'americana può solo sfiorare con la punta della racchetta. La filippina mantiene il servizio fino alla fine e pareggia il conto dei set. La partita cambia definitivamente.
Il terzo set si trasforma in una dimostrazione. Dodici degli ultimi quattordici giochi dell'incontro finiscono nel carniere di Eala. Un 6-0 netto, senza sbavature, come una firma. Pegula, testa di serie numero uno e terza giocatrice mondiale, non vince più un gioco. I suoi colpi si schiantano in rete o filano oltre la linea di fondo. Dal fondo del campo, Eala detta ogni scambio, alternando slice rasoterra e accelerazioni lungolinea. Il pubblico americano, inizialmente dalla parte di Pegula, finisce per applaudire la lezione impartita dalla giovane filippina.
Sei giorni, tre top 10
Il percorso di Eala a Washington sembra un inventario di riferimenti accumulati in meno di una settimana. Nei quarti di finale, aveva eliminato Elina Svitolina, testa di serie numero due, conquistando la sua sesta vittoria su una giocatrice della top 10 nel 2026. In semifinale, è Naomi Osaka, quattro volte vincitrice di Slam, a cadere 6-4, 6-2 in poco più di un'ora. Poi arriva Pegula, la favorita del pubblico americano, la regolarità incarnata del tennis femminile degli ultimi due anni.
A 21 anni, la mancina tiene il suo primo trofeo WTA. Prima di lei, nessun filippino — uomo o donna — aveva raggiunto una finale nel circuito principale, e tanto meno vinto un titolo. Il presidente della federazione filippina, presente in tribuna, ha salutato un "momento fondante per il tennis del paese". In campo, Eala ha alzato le braccia verso un cielo tornato clemente, sorriso sulle labbra, come se la tempesta del giorno prima fosse stato solo un dettaglio in più in una settimana già fuori dal comune.
Verso Toronto e Flushing Meadows
Questa vittoria modifica lo status di Eala in vista degli US Open. Sul cemento, la superficie di Flushing Meadows, il suo tennis fatto di variazioni e angoli trova un terreno ideale. Il tour nordamericano prosegue già questa settimana a Toronto: Pegula, ferita nell'orgoglio, vorrà una rivincita immediata. Eala, invece, non avrà più il comfort dell'outsider. Ogni avversaria la aspetterà al varco, ogni tabellone la metterà tra le teste da seguire. Il tennis femminile ha una nuova punta di diamante, e questa arriva dritta da Manila.