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Combattuto e a tratti ingeneroso, Columbus alla fine ha piegato Pittsburgh ai rigori. La vittoria per 3-2 dei Blue Jackets non vale soltanto due punti a inizio stagione: consegna a Cam Talbot, 39 anni, un posto nella storia della franchigia e ricorda che questi Penguins sanno ancora sopravvivere quando il loro portiere li tiene in piedi da solo.
Una partita a lungo dominata da Columbus
Columbus ha preso il controllo ben prima che il tabellone lo mostrasse chiaramente.
Columbus ha preso il controllo ben prima che il tabellone lo mostrasse chiaramente. Damon Severson ha aperto le marcature nel primo periodo, con un’azione costruita insieme a Zach Werenski, poi Mathieu Olivier ha raddoppiato nel secondo tempo. Sul 2-0, i Blue Jackets avevano il volume di gioco, la velocità e la sensazione di una partita sotto controllo.
Il problema, in questa division, è che una partita sotto controllo non resta mai a lungo nei suoi binari. Pittsburgh ha incassato la pressione, ma Sergei Murashov ha tenuto in vita la sua squadra con 43 parate. Senza di lui, la serata avrebbe potuto cambiare volto molto prima. Con lui, i Penguins si sono guadagnati il diritto di rientrare nella partita, e poi di trascinarla fino in fondo.
Bryan Rust ha accorciato le distanze nel finale del secondo periodo, prima che Evgeni Malkin riportasse Pittsburgh sul 2-2 nel terzo tempo. Non è stata una rimonta spettacolare, quanto piuttosto una ritrovata pazienza: cambi più puliti, più traffico davanti a Talbot e quella vecchia capacità dei Penguins di trasformare una partita sofferta in una partita respirabile.
Talbot, un esordio che vale doppio
Il nome che resta, dal lato di Columbus, è quello di Cam Talbot. Al suo debutto con i Blue Jackets, il veterano ha parato 20 tiri e tutte e tre le conclusioni avversarie durante la serie di rigori. A 39 anni, è diventato il portiere più anziano a firmare una vittoria con la franchigia.
La statistica piĂą impressionante va oltre Columbus: Talbot ha ora vinto una partita con una nona squadra NHL, un record storico per un portiere. In una lega in cui i percorsi dei portieri possono essere duri, spesso condizionati dalle esigenze di profonditĂ e dagli infortuni, un traguardo del genere racconta qualcosa di diverso dalla semplice longevitĂ . Bisogna durare, ma anche continuare a convincere.
Kent Johnson ha segnato l’unico gol della serie, mentre Talbot chiudeva la porta. Pittsburgh ha provato in particolare Rickard Rakell, Egor Chinakhov e Ben Kindel, senza successo. Sidney Crosby non ha tirato, una scelta che farà inevitabilmente discutere in casa Penguins, anche se decisioni di questo tipo dipendono spesso più dalle condizioni del momento che dalla gerarchia sulla carta.
Pittsburgh riparte con un punto e alcune domande
I Penguins possono aggrapparsi al punto conquistato e soprattutto alla prestazione di Murashov. Il portiere ha resistito a un secondo periodo molto pesante, nel quale Columbus ha accumulato tiri e presenze nella zona offensiva. Per una squadra che ha perso tre partite di fila, non è un dettaglio: la struttura ha ceduto, ma non è crollata.
Resta il fatto che Pittsburgh ha aspettato ancora troppo prima di incidere davvero. La rimonta è meritevole, ma non nasconde lo squilibrio iniziale. Columbus, dal canto suo, può valorizzare la risposta collettiva dopo il pareggio. I Blue Jackets avrebbero potuto innervosirsi per aver lasciato sfuggire il vantaggio; invece hanno ritrovato abbastanza calma per andare a cercare la decisione.
Il prosieguo dirà se questa vittoria è soltanto una serata d’ottobre o l’inizio di una base più solida. Per Talbot, ha già un posto speciale. Per Columbus, offre soprattutto un promemoria utile: quando il portiere chiude l’ultima porta, una partita che sembrava quasi persa nella sua dinamica può diventare un vero punto d’appoggio.
