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La Francia ha lasciato Bruxelles con una vittoria di misura, ma non certo risicata. Senza Kylian Mbappé, con una squadra ampiamente ritoccata e contro una Belgio a lungo combattivo, i Bleus di Zinédine Zidane hanno vinto 1-0 lunedì sera in Nations League. Michael Olise, entrato a partita in corso, ha firmato il gol decisivo all’88º minuto. Due partite, due successi: il nuovo commissario tecnico ha già trovato un filo conduttore.
Un undici rimaneggiato, non una squadra di ripiego
Questa trasferta allo stadio Roi Baudouin aveva tutte le caratteristiche di un test utile.
Questa trasferta allo stadio Roi Baudouin aveva tutte le caratteristiche di un test utile. La Francia arrivava dalla prima vittoria in Turchia, ma questa volta doveva fare a meno di Mbappé, infortunatosi durante il raduno, e schierare un undici meno collaudato. Zidane ha quindi cambiato i volti senza cambiare l’idea: palla a terra, baricentro alto, volontà di pressare abbastanza presto per impedire al Belgio di respirare.
La prestazione non è stata perfetta, soprattutto nell’ultimo gesto. Ma ha avuto il merito di mostrare una squadra capace di mantenere coerenza nonostante le rotazioni. In questo tipo di partita di settembre, nel mezzo di una finestra internazionale compatta, spesso è più prezioso di una goleada. I Bleus hanno avuto lunghe fasi di possesso, a tratti hanno costretto il Belgio a difendersi basso e hanno dato spazio a giocatori che non vengono più soltanto a completare una lista.
Il punto più incoraggiante forse è proprio questo: la Francia non è sembrata aspettare il suo capitano assente per darsi una direzione. Le è mancata incisività, sì, ma non l’intenzione. Per un commissario tecnico appena insediato, è già una solida base di lavoro.
Olise, l’arma fredda al momento giusto
La partita sembrava scivolare verso un pareggio frustrante quando Michael Olise ha cambiato la temperatura della serata. All’88º minuto, l’ala ha trovato il varco con un’azione individuale che ha punito un Belgio fino ad allora resistente. Il gol non ha soltanto regalato tre punti; ha ricordato che la Francia possiede, alle spalle dei suoi giocatori più mediatici, una riserva di creatori capaci di decidere una partita chiusa.
Olise conferma così il suo peso crescente nel gruppo. Già coinvolto nella vittoria precedente, porta una qualità rara: la capacità di giocare con calma quando tutto intorno a lui accelera. In una squadra ancora in fase di assestamento, un profilo di questo tipo evita molti interminabili dibattiti sulla mancanza d’ispirazione.
Il Belgio, dal canto suo, può recriminare per aver resistito quasi tutta la partita senza concretizzare i suoi momenti più diretti. I Diavoli rossi hanno difeso con serietà e provato a rispondere in transizione, ma alla fine hanno ceduto proprio quando il pareggio sembrava a portata di mano. Crudele, ma non illogico alla luce della pressione francese nell’arco dell’intera partita.
Zidane avanza rapidamente, ma il cantiere resta aperto
Due vittorie in due uscite danno inevitabilmente respiro. Ma non risolvono tutto. La Francia deve ancora migliorare l’efficacia in area, equilibrare meglio alcune fasi di transizione e chiarire le gerarchie offensive quando Mbappé tornerà disponibile. Ma Zidane può già contare su qualcosa di concreto: il suo gruppo risponde, anche quando lo scenario cambia.
Il successo in Belgio ha anche un valore simbolico. Vincere in trasferta, contro una nazionale abituata ai grandi appuntamenti, con una squadra rimaneggiata, consolida una forma di tranquilla autorevolezza. Zidane non ha bisogno di moltiplicare i grandi discorsi se i suoi giocatori danno questo tipo di risposta sul campo.
Il prosieguo dirà se questo avvio perfetto reggerà contro un’avversaria che adatterà più rapidamente il proprio piano. L’Italia entrerà presto nel panorama dei Bleus, e sarà un esame diverso: meno spazio per le imprecisioni, più peso su ogni palla persa. Per ora, la Francia ha conquistato sei punti, trovato un centravanti di riserva che non ha nulla da invidiare a una seconda scelta e regalato al suo nuovo commissario tecnico una prima settimana senza intoppi. Nel calcio internazionale, è già quasi un lusso.