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Dana White raramente ha bisogno di lunghi discorsi per spostare una discussione nelle MMA. Questa volta bastano poche parole: l’UFC non si oppone all’idea di rendere illegali i calci laterali diretti al ginocchio, spesso chiamati oblique kicks. La proposta arriva da Andy Foster, direttore esecutivo della commissione atletica della California, e riapre un vecchio dibattito: fino a che punto proteggere i combattenti senza ridurre l’arsenale tecnico di uno sport già sottoposto a numerose regole?
Una regola ancora legale, ma sempre meno tranquilla
Il punto importante sta in una sfumatura: oggi l’oblique kick non è vietato dalle regole unificate delle MMA.
Il punto importante sta in una sfumatura: oggi l’oblique kick non è vietato dalle regole unificate delle MMA. Può essere usato per frenare un’avanzata, spezzare il ritmo di un avversario o attaccare la gamba d’appoggio. È però il suo bersaglio a spiegare la tensione. Quando il colpo arriva direttamente sul ginocchio, può provocare una torsione brutale, talvolta più preoccupante di un impatto spettacolare al volto.
La discussione ha ripreso slancio dopo UFC 331 a Los Angeles. Durante un incontro preliminare, Edmen Shahbazyan si è lamentato dei colpi portati da Brunno Ferreira verso il suo ginocchio. La sequenza non ha cambiato il risultato, ma ha riportato l’argomento davanti agli organi di regolamentazione. Andy Foster ora spinge affinché i colpi laterali al ginocchio vengano aggiunti all’elenco delle irregolarità.
Dana White non ostacola il cambiamento
Interrogato dopo l’ultimo episodio della Contender Series, Dana White ha scelto una risposta breve, ma chiara. Il presidente dell’UFC ha riconosciuto il peso istituzionale di Foster e ha indicato che la sua organizzazione non è in disaccordo con questa ipotesi. Nel linguaggio prudente dei regolamenti sportivi, non è ancora un via libera. Ma soprattutto non è un ostacolo.
Il sostegno di White conta, perché le regole unificate non vengono modificate sulla base di un semplice annuncio mediatico. Le commissioni atletiche, gli organi di regolamentazione e le giurisdizioni che supervisionano gli eventi devono raggiungere un accordo. L’UFC non può quindi cambiare da sola la regola ovunque combatta. La sua influenza, però, può accelerare una discussione che spesso rimaneva bloccata tra i puristi della tecnica e i sostenitori di un quadro più protettivo.
Un colpo associato a gravi infortuni
Il gesto non è nuovo. Jon Jones lo ha reso popolare ai massimi livelli, e diversi combattenti lo hanno integrato come arma per controllare la distanza. La sua efficacia non è contestata: costringe l’avversario a esitare, interrompe un ingresso ed espone un’articolazione vulnerabile. È proprio questo a infastidire i suoi oppositori.
Il caso ricordato più spesso resta quello di Modestas Bukauskas, infortunatosi al ginocchio dopo un colpo di Khalil Rountree Jr. nel 2021. Quell’immagine ha alimentato a lungo il disagio attorno alla tecnica. I sostenitori del suo mantenimento rispondono che le MMA autorizzano già gesti capaci di provocare gravi lesioni, in particolare le leve alle gambe o alcuni colpi di gomito. Per il fronte favorevole al divieto, la differenza sta nella natura del rischio: un colpo diretto su un’articolazione sotto carico lascia poco tempo per difendersi correttamente.
Un dibattito che va oltre l’UFC
Se il divieto avanzerà, non riguarderà soltanto le stelle dell’UFC. Le regole unificate fungono da riferimento per gran parte delle MMA nordamericane, e una modifica approvata da una commissione influente come quella della California può rapidamente diventare un modello. Gli arbitri dovranno allora distinguere un calcio basso dalla distanza, un kick alla coscia e un attacco laterale al ginocchio. Questo punto tecnico sarà cruciale: una regola vaga creerebbe tante polemiche quante pretende di risolverne.
Per i combattenti, la posta in gioco è già concreta. Chi utilizza questo colpo dovrà adattare i propri ingressi difensivi, mentre gli attaccanti dovranno trovare altri modi per tenere un avversario a distanza. Le MMA hanno già vissuto questo tipo di svolta con i colpi di gomito cosiddetti 12-6, a lungo vietati prima di essere riabilitati. Questa volta il movimento potrebbe andare nella direzione opposta: rimuovere un’arma legale perché il suo costo potenziale appare troppo elevato.
