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Il tennis sanziona due giocatori e mantiene un allenatore sotto sospensione

Il tennis professionistico ha aggiunto una nuova serie di decisioni disciplinari al suo fascicolo anticorruzione. Due giocatori, il russo Mark Kaufman e il serbo Luka…

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Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.

Il tennis professionistico ha aggiunto una nuova serie di decisioni disciplinari al suo fascicolo anticorruzione. Due giocatori, il russo Mark Kaufman e il serbo Luka Todorovic, hanno accettato sanzioni dopo violazioni delle regole di integrità, mentre l’allenatore croato Marino Jakic resta provvisoriamente sospeso in un procedimento distinto. L’informazione si basa innanzitutto sulla comunicazione ufficiale dell’International Tennis Integrity Agency, poi su riprese concordanti.

Il tema non è spettacolare per i nomi coinvolti, che appartengono ai margini del circuito, ma è importante per ciò che rivela sul sistema di sorveglianza. Le infrazioni contestate non riguardano soltanto atti di combine accertati. Riguardano anche la cooperazione con gli investigatori, la segnalazione di approcci sospetti e l’accesso agli elementi necessari per un’indagine. Nella lotta alla corruzione, questi obblighi sono fondamentali.

Il tema non è spettacolare per i nomi coinvolti, che appartengono ai margini del circuito, ma è importante per ciò che rivela sul sistema di sorveglianza.

Due sanzioni accettate

Mark Kaufman, giocatore russo di 20 anni, ha accettato una sospensione di diciotto mesi e una multa di 5 000 dollari, in parte sospesa. Il motivo principale comunicato dall’ITIA riguarda la mancata collaborazione in un’indagine legata a una possibile corruzione, in particolare il rifiuto di consentire l’esame del suo telefono. La sua sospensione decorre dal 24 dicembre 2025 e deve protrarsi fino al 23 giugno 2027.

Luka Todorovic, giocatore serbo di 24 anni, ha invece accettato una sospensione di nove settimane e una multa di 10 000 dollari, anch’essa parzialmente sospesa. Il suo caso riguarda la mancata segnalazione di una conoscenza o di un sospetto di attività corruttiva, compreso un approccio sospetto nel 2023. Il suo periodo di interdizione è iniziato il 19 agosto 2026 e dovrebbe terminare il 21 ottobre 2026.

Questi due casi ricordano che il regolamento impone ai giocatori una responsabilità attiva. Non rispondere agli investigatori o non segnalare una sollecitazione può essere sufficiente a far scattare una sanzione. Il messaggio è chiaro: l’integrità non dipende soltanto dall’assenza di scommesse o manipolazioni, ma anche dalla capacità del circuito di ottenere informazioni affidabili.

Jakic resta provvisoriamente escluso

Il caso di Marino Jakic segue un percorso diverso. L’allenatore croato è provvisoriamente sospeso dal 24 giugno 2026, in attesa di un’indagine completa su possibili violazioni risalenti al 2023. Ha contestato la misura, ma l’arbitro indipendente incaricato dell’appello ha mantenuto la sospensione ad agosto, ritenendo che, in questa fase, essa si basasse su elementi sufficientemente sostanziali.

Una sospensione provvisoria non equivale a una sentenza definitiva. Impedisce tuttavia alla persona interessata di partecipare all’ecosistema agonistico mentre il procedimento prosegue. Nel tennis, ciò significa non giocare, allenare o assistere agli eventi organizzati o riconosciuti dai principali organismi, compresi i circuiti professionistici, i tornei del Grande Slam e le federazioni nazionali.

Un richiamo per i circuiti secondari

Questi annunci riguardano protagonisti poco conosciuti dal grande pubblico, ma interessano un settore particolarmente esposto: i livelli inferiori del tennis professionistico. I redditi sono più irregolari, la visibilità minore e la sorveglianza talvolta più difficile. Gli organismi per l’integrità concentrano quindi parte del loro lavoro sui segnali deboli: approcci non segnalati, comunicazioni sospette, cooperazione incompleta.

L’impatto sportivo immediato è limitato, ma quello istituzionale non lo è. Rendendo pubbliche queste sanzioni, l’ITIA cerca di mantenere un effetto deterrente e di ricordare che il regolamento segue giocatori, allenatori e membri dello staff anche lontano dai grandi appuntamenti. È spesso in queste zone meno visibili che si gioca la credibilità del sistema.

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