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Alex Formenton torna in NHL, Edmonton si assume una scommessa molto rischiosa

Alex Formenton si giocherà di nuovo il posto ai massimi livelli nordamericani. Gli Oilers di Edmonton gli hanno offerto un contratto di un anno allo stipendio minimo…

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Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.

Alex Formenton si giocherà di nuovo il posto ai massimi livelli nordamericani. Gli Oilers di Edmonton gli hanno offerto un contratto di un anno allo stipendio minimo NHL, ovvero 850 000 dollari, dopo tre stagioni trascorse in Svizzera con l’Ambrì-Piotta e una lunga parentesi giudiziaria che ha tenuto il suo nome lontano dalla lega. Sul piano sportivo, l’ala canadese arriva come un’opzione di profondità. Umanamente e mediaticamente, il suo ritorno non assomiglia a nessuna firma ordinaria.

Un contratto breve, ma non neutro

Edmonton non ha ingaggiato Formenton per ridisegnare il proprio attacco.

Edmonton non ha ingaggiato Formenton per ridisegnare il proprio attacco. Il formato del contratto suggerisce piuttosto il contrario: una stagione, un importo minimo, un rischio finanziario limitato. Ma la portata della decisione va ben oltre la quarta linea o la concorrenza al training camp.

A 26 anni, Formenton non gioca in NHL dalla stagione 2021-2022 con Ottawa. Quell’anno aveva segnato 18 gol e 14 assist in 79 partite, abbastanza per essere considerato un attaccante rapido, utile in inferiorità numerica e capace di punire in transizione. Il suo totale in carriera nella stagione regolare resta modesto, ma non è nullo: 39 punti in 109 partite con i Senators.

Da allora, il suo percorso è proseguito all’Ambrì-Piotta. Nella National League svizzera, ha totalizzato 52 punti in 88 partite tra il 2022 e il 2026, con una stagione 2024-2025 in bianco nel mezzo di questo periodo. Questa deviazione non è stata quindi una semplice messa da parte sul piano sportivo. È servita anche come zona d’attesa, mentre il suo futuro legale e poi professionale restava sospeso.

Un caso che accompagna il ritorno

Formenton faceva parte dei cinque giocatori della squadra canadese junior del 2018 accusati in un caso di presunta aggressione sessuale a London, in Ontario. I cinque sono stati dichiarati non colpevoli al termine del processo. La NHL li ha poi dichiarati idonei a tornare, pubblicando al contempo un comunicato molto fermo sul comportamento atteso dalle persone legate all’hockey.

Questa sfumatura conta. L’assoluzione chiude il capitolo penale, ma non cancella la sensibilità pubblica del caso. Edmonton firma quindi un giocatore disponibile sul mercato, ma anche un nome che riapre inevitabilmente discussioni più ampie: responsabilità dei club, seconde possibilità, gestione dello spogliatoio, immagine della lega.

Gli Oilers conoscono questo terreno. Giocano in una finestra di competizione ristretta, con l’obbligo di aggiungere profondità attorno al proprio nucleo. In questo contesto, Formenton può portare velocità e un profilo che gli allenatori apprezzano nelle linee inferiori. La domanda è se il beneficio sportivo compenserà il rumore attorno al suo ritorno.

L’Ambrì perde un giocatore, Edmonton guadagna un interrogativo

Sul fronte svizzero, l’Ambrì-Piotta vede partire un elemento che aveva ripreso il filo sul ghiaccio. Formenton ha segnato, è tornato a giocare, poi ha ritrovato un ritmo sufficiente per convincere un’organizzazione NHL ad aprirgli la porta. Non è un fatto da poco dopo diversi anni lontano dal calendario nordamericano, dove l’intensità, le superfici più piccole e la velocità d’esecuzione non perdonano a lungo.

Il training camp dirà presto se questo ritorno è anzitutto simbolico o realmente operativo. Formenton dovrà dimostrare di poter reggere il ritmo, accettare un ruolo ridotto ed evitare di diventare una distrazione permanente. Edmonton, dal canto suo, dovrà rispondere con costanza alle domande che accompagneranno ogni fase: primi allenamenti, prima partita, prima reazione del pubblico.

Per Formenton, il margine sportivo è semplice da formulare e difficile da rispettare: deve meritarsi il posto come qualsiasi giocatore di profondità, sapendo però che la sua storia recente non sarà mai trattata come quella di un giocatore qualsiasi. Edmonton ha aperto la porta. Il resto si giocherà tra il ghiaccio, lo spogliatoio e un’attenzione esterna che non scomparirà al primo colpo di pattino.

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