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Il panorama dell'Alps Hockey League si chiarisce in vista della stagione 2026-2027. Dopo settimane di voci e incertezze, il campionato transalpino conterà finalmente quattordici formazioni al via previsto per il 20 settembre. Una decisione che deve molto al dietrofront dell'HC Merano, finalista a sorpresa della scorsa edizione, che ha confermato la sua iscrizione mentre stava seriamente valutando di gettare la spugna. Il club dell'Alto Adige, le cui finanze restano fragili nonostante una primavera eccezionale, ha ottenuto le garanzie necessarie per onorare una sesta stagione nella lega centroeuropea.
Sesta partecipazione all'AlpsHL la scorsa stagione, il Merano ha smentito tutti i pronostici raggiungendo la finale. Un percorso che nessuno si aspettava, in un campionato dominato negli ultimi anni dai big come Ritten, Jesenice o Cortina. Trascinato da una generazione di giocatori italiani giunti a maturità e da un allenatore che ha saputo tirare il massimo da un organico modesto, il club ha sconvolto la gerarchia con una costanza notevole nell'arco dell'intera stagione. Ma dietro l'impresa sportiva, le realtà economiche hanno quasi avuto ragione dell'entusiasmo. I costi di trasferta, appesantiti dall'estensione geografica della lega fino alla Croazia, pesano pesantemente sul budget di un club dalle risorse limitate.
Sesta partecipazione all'AlpsHL la scorsa stagione, il Merano ha smentito tutti i pronostici raggiungendo la finale.
Un'incertezza risolta, una rosa da costruire
La dirigenza meranese aveva inizialmente manifestato le sue perplessità a proseguire l'avventura, citando costi logistici diventati difficilmente sostenibili in una lega che ora si estende dalla Slovenia alla Croazia passando per Austria e Italia. Il dietrofront, avvenuto in primavera e confermato in questi giorni, consente alla competizione di mantenere un parco squadre coerente: quattordici club invece di diciassette in alcune stagioni, un formato più compatto che dovrebbe favorire l'intensità delle sfide.
Il club ha già iniziato a costruire la sua rosa. Il rinnovo di Patrick Tomasini, ufficializzato il 17 luglio, invia un segnale forte. L'attaccante italiano, pilastro dello spogliatoio e prodotto del vivaio, incarna la volontà del Merano di non fare da comparsa dopo la sua primavera di fuoco. Il mercato dei trasferimenti resta attivo: diversi movimenti tra AlpsHL e ICE Hockey League sono attesi, in particolare tramite gli accordi di farm team che legano Bolzano a Merano e Val Pusteria a Vipiteno. Questi ponti, che permettono ai giovani dei club d'élite di fare esperienza nel campionato inferiore, costituiscono una leva strategica per le formazioni più modeste.
Quattordici nomi, quattro paesi
Il parco squadre 2026-2027 dell'AlpsHL mantiene la sua dimensione internazionale. L'Austria schiera il contingente più numeroso con le giovani promesse del EC-KAC Future Team, i juniores del Red Bull Salisburgo, gli Adler di Kitzbühel e gli Eisbären di Zell am See. L'Italia schiera Cortina, Gherdeina, Merano, Ritten, i Wipptal Broncos di Vipiteno e i Cavaliers di Unterland. La Slovenia è rappresentata dall'HK Celje e dal SIJ Jesenice, mentre il KHL Sisak porta i colori della Croazia, integrata nella lega dal 2024. Questo mosaico di quattro federazioni costituisce allo stesso tempo la forza e la sfida dell'AlpsHL: i divari di budget tra le piazze forti storiche e le formazioni più modeste restano significativi, ma la riduzione del parco squadre potrebbe alzare il livello generale e rendere ogni trasferta più decisiva.
Una stagione spartiacque
L'ottava edizione dell'Alps Hockey League si apre in un contesto particolare. La lega, nata nel 2016 dalla fusione tra la Serie A italiana e l'Inter-National League austriaca, cerca ancora il suo ritmo di crociera dopo un decennio di esistenza. Il formato a quattordici potrebbe offrire un calendario più leggibile e rivalità più intense, con ogni sfida che pesa maggiormente nella corsa ai posti qualificativi per i playoff.
La sorpresa Merano ha dimostrato che la gerarchia non è scolpita nella pietra e che un club ben gestito può spostare le montagne. I Rittner Buam, campioni in carica, dovranno fare i conti con ambizioni allargate. Jesenice, Cortina e Salisburgo schiereranno rose costruite per recitare i primi ruoli. La ripresa, programmata tra due mesi esatti, dirà se il restringimento del parco squadre produrrà l'effetto di emulazione sperato dai dirigenti della lega.