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La Coppa del Mondo 2026 si è chiusa domenica 19 luglio al MetLife Stadium di New York con una Spagna che alza la sua seconda stella mondiale. Oltre al trionfo della Roja, questa edizione nordamericana del torneo lascia dietro di sé un profumo di fine di un'epoca. Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e Neymar, i tre volti dominanti del calcio mondiale da quasi vent'anni, hanno tutti detto addio alla competizione regina, ciascuno a modo suo, ciascuno con i propri fantasmi.
Il crepuscolo dei giganti
Neymar è stato il primo a cadere, il 5 luglio, già negli ottavi di finale.
Neymar è stato il primo a cadere, il 5 luglio, già negli ottavi di finale. Il Brasile, pur favorito, si è fatto sorprendere da una Norvegia clinica al MetLife Stadium, proprio dove si sarebbe giocata la finale quindici giorni dopo. Il numero 10 verdeoro aveva pareggiato su rigore, regalando alla Seleção la speranza di un sussulto che non è mai arrivato. Sconfitta 2-1, eliminazione, silenzio. Dopo il fischio finale, Neymar, 34 anni, con gli occhi rossi, è rimasto a lungo seduto sull'erba prima di annunciare la fine della sua avventura internazionale. Sedici anni con la maglia brasiliana chiusi nelle lacrime di una notte newyorkese.
Cristiano Ronaldo, invece, aveva riacceso la fiamma. Il suo Portogallo ha ribaltato la Croazia nei sedicesimi di finale (2-1) su rigore trasformato dall'instancabile capitano di 41 anni, alla sua sesta Coppa del Mondo. Toronto ha vibrato un'ultima volta per CR7. Ma tre giorni dopo, il 6 luglio, la Spagna ha chiuso il libro senza tanti complimenti. Un gol di Mikel Merino nel finale, una sconfitta per 1-0 e l'amara sensazione di un'uscita di scena già agli ottavi per l'uomo delle 212 presenze. Ronaldo ha lasciato il campo quasi sereno, come se l'evidenza si fosse imposta a lui ben prima del fischio finale.
Lionel Messi ha sfiorato l'apoteosi. Tre giorni prima della finale, aveva regalato mezz'ora di calcio assoluto contro l'Inghilterra: due gol in sette minuti, un assist per Lautaro Martinez nel recupero, e un'Argentina che ribaltava tutto per conquistare una seconda finale consecutiva (2-1). Ma il 19 luglio, il genio si è spento. Contro una Spagna implacabile, Messi è rimasto fantasma, senza influenza sul gioco, senza scintille. Il gol di Ferran Torres ai supplementari ha sigillato il destino di un'Albiceleste stremata. Al fischio finale, l'argentino di 39 anni è crollato in lacrime, con lo sguardo perso verso le tribune del MetLife Stadium. La sua ultima Coppa del Mondo non gli regalerà una terza stella.
Litigi e tensioni francesi
La nazionale francese non è sfuggita alle turbolenze. La finale per il terzo posto persa contro l'Inghilterra (4-6) ha esposto crepe profonde. Sotto 4-0 all'intervallo a Miami, i Bleus hanno vissuto un primo tempo da incubo. Didier Deschamps, alla sua ultima partita alla guida della selezione, è stato costretto a sostituire Rayan Cherki già alla fine del primo tempo. Il giovane lione, trasparente, ha vissuto questa sostituzione come un'umiliazione. La lite tra il commissario tecnico e il suo centrocampista offensivo ha alimentato i dibattiti ben oltre il fischio finale, gettando un'ombra ulteriore sull'uscita di scena dei transalpini.
Le sorprese di un Mondiale allargato
Questo torneo a 48 squadre ha offerto anche la sua dose di colpi di scena. La Norvegia, guidata da un Erling Haaland insaziabile e da un Martin Ødegaard in stato di grazia, ha eliminato il Brasile prima di cadere con onore ai quarti. L'Inghilterra, terza nel torneo dopo il suo festival offensivo contro i Bleus, ha confermato la sua ascesa. Il Marocco, semifinalista nel 2022, ha ancora scosso le certezze raggiungendo gli ottavi con un calcio generoso. Ma la sorpresa più grande è forse la Spagna stessa: data tra le outsider, la Roja di Luis de la Fuente ha dispiegato un calcio totale che non ha lasciato scampo ai suoi avversari nella fase a eliminazione diretta.
Una nuova generazione al comando
Kylian Mbappé ha chiuso come Scarpa d'Oro del torneo e miglior marcatore nella storia della Coppa del Mondo, un simbolo potente del passaggio di testimone. Lamine Yamal, 19 anni, campione del mondo alla sua prima partecipazione, incarna il futuro radioso del calcio spagnolo. Rodri, eletto miglior giocatore del Mondiale davanti a Messi, ha ricordato che il calcio di domani appartiene tanto agli architetti dell'ombra quanto ai lampi di genio. La pagina Ronaldo-Messi-Neymar si volta. Dietro di loro, una nuova generazione ha già preso le chiavi.