Basket

EuroBasket U20: l'Ucraina domina l'Islanda in finale e torna in Divisione A

L'Ucraina ha chiuso un EuroBasket U20 di Division B senza una sola nota stonata. Sabato 19 luglio a Bratislava, i giovani ucraini hanno dominato l'Islanda 74-64 in…

Condividi

Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.

L'Ucraina ha chiuso un EuroBasket U20 di Division B senza una sola nota stonata. Sabato 19 luglio a Bratislava, i giovani ucraini hanno dominato l'Islanda 74-64 in finale, conquistando il settimo successo in altrettante partite. Questo percorso perfetto regala loro molto più di un trofeo: un immediato ritorno tra l'élite continentale, un anno dopo una retrocessione vissuta come un affronto da una federazione ambiziosa.

Il contesto merita di essere ricordato. Nel 2025, l'Ucraina era caduta in Division B, un fallimento mal digerito da una generazione che si era però distinta nelle categorie inferiori. Lo staff federale aveva allora mantenuto la fiducia a Vitaliy Stepanovskyi, l'allenatore in carica, puntando sulla continuità piuttosto che su una ristrutturazione brutale. Dodici mesi dopo, la scommessa è vincente, e in che modo.

Nel 2025, l'Ucraina era caduta in Division B, un fallimento mal digerito da una generazione che si era però distinta nelle categorie inferiori.

Uno scenario senza suspense

Lo scenario si è delineato fin dalle prime possessioni. L'Ucraina ha preso il comando nel primo quarto, chiuso con un vantaggio di cinque punti (18-13). Il divario si è mantenuto all'intervallo, con le due squadre che sono rientrate negli spogliatoi sul 34-27, riflettendo la fisionomia di un primo tempo controllato dagli ucraini senza essere del tutto soffocante. L'Islanda, combattiva e ben organizzata, ha rifiutato di mollare.

Il terzo quarto ha addirittura visto i nordici rosicchiare il ritardo. Vinto 19-16, ha permesso all'Islanda di riavvicinarsi a sole quattro lunghezze prima di affrontare gli ultimi dieci minuti. Ma l'ultimo periodo si è trasformato in un monologo. Un 24-18 senza appello ha sigillato il destino della partita, con il divario che oscillava tra sei e dodici punti senza mai lasciare agli islandesi la speranza di una rimonta. La chiave del match è risieduta nella precisione esterna ucraina, unita a una difesa aggressiva che ha soffocato i circuiti di passaggio avversari.

Bratislava, che ospitava l'intera fase finale, ha vibrato davanti a una squadra ucraina completa, capace di accelerare in transizione come di impostare il gioco nel pitturato. La selezione guidata da Stepanovskyi ha moltiplicato le rotazioni, allungando le difese islandesi e logorando la loro freschezza nel corso delle possessioni.

Sushkin designato MVP

La guardia Yehor Sushkin, figura di punta della generazione ucraina, è stato designato miglior giocatore della competizione. Premiato con il trofeo di MVP, è entrato anche nel quintetto ideale del torneo secondo l'annuncio ufficiale della federazione europea. Una distinzione individuale che riconosce sia la sua regolarità nell'intero appuntamento sia la sua padronanza in finale, dove il suo impatto offensivo ha pesato sulle rotazioni difensive avversarie.

Per la federazione ucraina, questo trionfo valida una discreta ristrutturazione degli staff tecnici operata dopo la retrocessione. La scelta della continuità, spesso rischiosa nelle categorie giovanili, ha permesso di preservare la coesione di un gruppo che si conosce fin dagli U16 e U18. Diversi pilastri della rosa erano già presenti durante la discesa in Division B, il che conferisce al ritorno immediato un sapore di riscatto.

Un trampolino verso la Division A

La Division A attende ora l'Ucraina, dove la attende un contesto ben più impegnativo contro le grandi nazioni europee del basket giovanile. L'edizione 2025 aveva fornito molti insegnamenti ai Blu e Gialli, che ora sanno cosa aspettarsi in termini di intensità, profondità della panchina e precisione da lunga distanza. Il margine di miglioramento esiste, ma Stepanovskyi dispone di un nucleo di giocatori ancora eleggibili la prossima stagione, il che apre una finestra credibile per stabilizzare la squadra nell'élite.

In Islanda, la delusione resta forte, anche se la selezione nordica disputava la sua prima finale nella divisione. Lo staff islandese ha costruito un percorso notevole fino alla fine, basandosi su una disciplina tattica e un senso del collettivo che hanno spesso messo in difficoltà l'Ucraina. Il gradino era semplicemente troppo alto questa volta. Il futuro immediato passerà da un'estate di lavoro e diversi tornei di qualificazione, con l'obiettivo dichiarato di restare a contatto con l'élite continentale.

Vedi i nostri pronostici di basketNBA, Eurolega e campionati
Condividi
Tutte le notizie