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Russell Westbrook ha annunciato mercoledì, in un video pubblicato sui suoi social, la fine della sua carriera a 37 anni. Il playmaker americano lascia la NBA dopo diciotto stagioni, un titolo di MVP nel 2017, nove convocazioni all'All-Star Game e il record assoluto di triple-doppie. Non è però mai riuscito a conquistare l'anello di campione.
Un record ineguagliato, costruito sull'intensità
Conclude la carriera come leader di tutti i tempi per numero di triple-doppie, con oltre 200 prestazioni in tripla cifra, dopo aver superato Oscar Robertson nel 2021.
Scelto al quarto posto da Oklahoma City nel 2008, Westbrook ha imposto uno stile senza eguali: un dispendio di energia verso il canestro, una verticalità divorante e una sete di competizione che hanno ridefinito il ruolo di playmaker. Conclude la carriera come leader di tutti i tempi per numero di triple-doppie, con oltre 200 prestazioni in tripla cifra, dopo aver superato Oscar Robertson nel 2021. La lega lo annovera anche al quinto posto tra i migliori assist-man della sua storia.
Il suo palmarès personale impressiona: un titolo di MVP nel 2017, due titoli di miglior marcatore, nove convocazioni all'All-Star Game e un posto nella squadra del 75° anniversario della NBA. È inoltre uno dei pochi giocatori ad aver chiuso più stagioni con una media di triple-doppia, un'impresa che prima di lui solo Robertson aveva realizzato.
2017, l'anno di tutti i record
La stagione 2016-2017 resta il suo capolavoro. Westbrook ha chiuso con una media di triple-doppia sull'intera stagione, con 42 triple-doppie in campagna, un record per una singola stagione. Questo rendimento gli è valso il titolo di MVP, pochi mesi dopo la partenza di Kevin Durant nell'estate precedente. Quell'anno, ha portato da solo il Thunder ai playoff, incarnando una resilienza che riassume tutta la sua carriera.
Da Oklahoma City a Denver, un percorso a montagne russe
Thunder, Rockets, Wizards, Lakers, Clippers e poi Nuggets: sei franchigie hanno accolto successivamente questo temperamento vulcanico. È a Oklahoma City, al fianco di Durant, che ha vissuto i suoi momenti migliori, fino a una finale NBA disputata nel 2012 contro il Heat di LeBron James. Il titolo gli è sempre sfuggito.
Le sue ultime stagioni sono state più travagliate. Il passaggio ai Lakers, poi ai Clippers, non ha mantenuto le promesse sperate, e la sua ultima stagione a Denver si è conclusa senza rinnovo. Libero da ogni contratto quest'estate, il playmaker non ha dato seguito alle offerte riportate, preferendo appendere le scarpe al chiodo piuttosto che finire la carriera lontano dai riflettori.
L'addio di una figura del decennio 2010
Nel suo video d'addio, Westbrook ha ringraziato compagni, allenatori e famiglia, chiudendo un capitolo di diciotto anni. Il suo duo con Durant al Thunder, le sue stagioni storiche con media di triple-doppia e poi il ruolo di veterano in spogliatoi in ricostruzione hanno scandito la NBA moderna.
La lega ora volta pagina su una generazione. Il record delle triple-doppie, invece, non è destinato a cadere: il giocatore attivo più vicino ne conta nettamente meno, e l'impronta statistica di Westbrook resterà una delle più singolari nella storia del basket. A 37 anni, uno dei competitor più intensi della sua generazione se ne va senza anello, ma con un'eredità che poche leggende possono vantare.



