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Il Javits Center di New York ha registrato un'affluenza record tra il 16 e il 19 luglio. Mentre il MetLife Stadium si preparava ad ospitare la finale della Coppa del Mondo di calcio, il Fanatics Fest, grande celebrazione del collezionismo sportivo, teneva salone a poca distanza. Tra i protagonisti, un nome dominava su tutti: Alex Ovechkin, il miglior marcatore della storia della NHL, venuto incontro ai suoi fan per un solo giorno, venerdì 18 luglio, che resterà impresso nella memoria delle migliaia di visitatori presenti.
La presenza del capitano dei Capitals di Washington era stata annunciata già a giugno dagli organizzatori. I biglietti per le sessioni fotografiche, fissati a 310 dollari, e gli autografi classici, proposti a 300 dollari, sono andati esauriti in pochi giorni. Anche i pass premium, che includevano una dedica su una maglia autentica a 409 dollari, non sono durati a lungo. Prova che la popolarità del russo, a quarant'anni, rimane intatta presso il pubblico nordamericano.
La presenza del capitano dei Capitals di Washington era stata annunciata già a giugno dagli organizzatori.
La Stanley Cup filmata come mai prima
L'immagine ha subito infiammato i social media. Ovechkin ha sollevato la Stanley Cup davanti a un drone incaricato di catturare la scena da ogni angolazione. Una sequenza inedita, che unisce la tradizione più sacra dell'hockey — il trofeo che il russo ha conquistato nel 2018 al termine di una campagna playoff leggendaria — a una messa in scena decisamente moderna. I tifosi newyorkesi, pur essendo rivali accaniti nella Metropolitan Division, non hanno nascosto il loro piacere: tra una richiesta di autografo e l'altra, hanno salutato uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi con un fervore che diceva molto sulla sua aura.
Il drone ha girato attorno al russo per diversi minuti, immortalando questo momento in cui l'hockey incrocia la tecnologia di consumo. Il video, condiviso dagli account ufficiali di Fanatics e della NHL, aveva già accumulato diverse centinaia di migliaia di visualizzazioni domenica sera. Ovechkin, tutto sorrisi, ha giocato il gioco delle pose, alternando abbracci con la Coppa e saluti alle tribune. Diversi impiegati dello stand si sono alternati per sorvegliare l'oggetto, poiché le regole di esposizione del trofeo rimangono particolarmente rigide al di fuori delle celebrazioni ufficiali dei vincitori.
Un incontro con AJ Dybantsa
L'altra sequenza significativa della giornata ha contrapposto due mondi che in apparenza tutto separa. Ovechkin ha incontrato, per il tempo di una foto e di uno scambio, il giovane prodigio del basket americano AJ Dybantsa, prospetto molto seguito in vista del prossimo draft NBA. L'incontro è stato immortalato dai fotografi presenti e dagli smartphone dei visitatori, in un mix tipico dei grandi raduni di collezionisti dove si incrociano figurine, maglie, carte e trofei. Dybantsa, venuto a scoprire l'atmosfera del Fanatics Fest, non ha nascosto il suo entusiasmo all'idea di scambiare qualche parola con il maestro dell'hockey mondiale.
Per Ovechkin, questo tipo di apparizione prolunga un lavoro d'immagine portato avanti da diverse stagioni. Il russo cura il suo rapporto con i fan nordamericani, moltiplicando le operazioni promozionali a margine della stagione regolare. Il giorno prima, il campo dei Capitals aveva ufficializzato diversi appuntamenti di pre-stagione, segno che l'estate 2026 sarà impegnativa per il capitano, lontano dall'immagine a volte caricaturale del giocatore in vacanza.
Quale orizzonte per la prossima stagione?
Al di là dell'aneddoto, l'episodio del Fanatics Fest illumina lo status singolare di Ovechkin nello sport nordamericano. Quarant'anni, recordman assoluto di gol in stagione regolare, proprietario di un palmarès completo con la Stanley Cup 2018, diversi trofei Hart e Maurice Richard: il russo non ha più nulla da dimostrare, ma continua a fare il pieno ovunque si mostri. La prossima stagione NHL si annuncia come un capitolo in più in questa carriera atipica, tra leadership di uno spogliatoio in ricostruzione e pressione costante dei giovani attaccanti che vogliono farsi un nome.
Resta una domanda che molti tifosi newyorkesi devono essersi posti venerdì vedendolo sfilare: fino a dove arriverà Ovechkin, e come sarà il suo crepuscolo? L'interessato, da parte sua, non ha lasciato trapelare nulla. Solo un sorriso, una Coppa sollevata, e la promessa implicita di tornare. A quasi 41 anni, il capitano dei Capitals non ha chiaramente intenzione di spegnersi in silenzio.