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A 20 anni, Arthur Fils sta già scrivendo una delle stagioni più solide del tennis francese recente. Questo lunedì 11 agosto, il numero uno francese disputa il suo quarto quarto di finale in un Masters 1000 dell'anno, sul campo centrale di Montréal. Di fronte a lui, un volto che comincia a diventare familiare: lo spagnolo Rafael Jodar, 19 anni, che ha eliminato il francese due settimane fa a Washington.
L'appuntamento promette scintille. Ad aprile, Fils aveva ribaltato Jodar in finale a Barcellona al termine di una battaglia in tre set (3-6, 6-3, 6-2). Lo spagnolo si è preso la rivincita nella capitale americana, approfittando di un Fils condizionato da un problema all'anca. Questo terzo duello in quattro mesi delinea una delle rivalità più promettenti della nuova generazione del circuito.
Ad aprile, Fils aveva ribaltato Jodar in finale a Barcellona al termine di una battaglia in tre set (3-6, 6-3, 6-2).
Un francese in piena ascesa
Testa di serie n. 18, Fils ha attraversato il tabellone di Montréal con autorità. Ha eliminato l'americano Zachary Svajda e poi l'argentino Mariano Navone senza concedere alcuna palla break, prima di dominare il britannico Cameron Norrie negli ottavi di finale. Una prestazione in cui il francese ha imposto un ritmo elevato fin dai primi scambi, breakkando al momento giusto e blindando il servizio nei finali di set.
In questa stagione, il giocatore allenato da Sébastien Grosjean ha già raggiunto le semifinali a Miami e Madrid, e conquistato il titolo a Barcellona. Il suo ranking ATP, intorno al 18° posto mondiale, riflette solo in parte la sua dinamica. Sul cemento, il suo dritto pesante e il suo spostamento laterale gli permettono di competere con i migliori. Lo ha dimostrato contro Norrie annullando sei palle break nel secondo set, senza mai cedere il proprio turno di battuta.
Jodar, il prodigio in ascesa
A 19 anni, Rafael Jodar non è più una sorpresa. Il madrileno, formatosi all'accademia Rafa Nadal, è salito di oltre quaranta posizioni nel ranking ATP da gennaio. Il suo tennis si basa su un dritto liftato che logora le difese avversarie e un rovescio a due mani che può attaccare in piatto, soprattutto lungolinea.
La sua vittoria a Washington contro Fils non è un caso. Quel giorno, Jodar aveva vinto il 73% dei punti con la prima di servizio e convertito tre delle sue quattro palle break. Arriva a Montréal con la fiducia di un giocatore che non dubita più del suo posto tra i migliori venticinque al mondo in prospettiva. Il suo margine di miglioramento sul cemento è ancora considerevole.
Le chiavi tattiche del quarto
Il duello opporrà due filosofie. Fils cercherà di dettare da fondo campo con il suo dritto e di salire a rete per spezzare il ritmo. Jodar, invece, vorrà allungare gli scambi e provocare l'errore con variazioni di altezza, soprattutto sul rovescio del francese.
La prima di servizio sarà decisiva. A Washington, Fils ne aveva messe in campo solo il 56%, costretto a difendere sulla seconda contro un Jodar aggressivo in risposta. Se alza questa percentuale, lo scenario potrebbe invertirsi. Il servizio esterno sul vantaggio, seguito da un dritto incrociato, resta il suo schema preferito sulle superfici veloci. Sulle palle break, la sua capacità di trovare prime potenti ha fatto la differenza a Montréal finora.
Il vincitore troverà in semifinale o l'americano Taylor Fritz, testa di serie n. 4, o il serbo Miomir Kecmanovic. Fritz partirà favorito, ma Kecmanovic, solido in risposta, potrebbe sorprendere. Un posto in semifinale di un Masters 1000, a due settimane dagli US Open, peserebbe molto sulla bilancia per entrambi i giovani giocatori.