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Un D'Arce choke bloccato a 4 minuti e 44 secondi del primo round, un arbitro che allarga le braccia, e un francese che può finalmente respirare. Sabato 25 luglio all'Etihad Arena di Abu Dhabi, Axel Sola ha rimesso a posto la sua carriera sottomettendo il brasiliano Ismael Bonfim all'UFC Fight Night 282. Una vittoria per sottomissione che arriva al momento giusto per il combattente francese, quattro mesi dopo una sconfitta in un combattimento designato come combattimento dell'anno.
Lo scorso marzo, Sola era stato sconfitto dal gallese Mason Jones al termine di tre round di intensità folle. Questa sconfitta, la prima della sua carriera in UFC, avrebbe potuto lasciare il segno. Quel combattimento contro Jones, designato combattimento dell'anno da diversi media specializzati, aveva però rivelato un Sola capace di competere con l'élite europea. Il francese aveva mostrato un mento solido e un cardio da maratoneta. Quello che gli mancava era una vittoria per convalidare queste promesse.
Lo scorso marzo, Sola era stato sconfitto dal gallese Mason Jones al termine di tre round di intensità folle.
Non è stato così. Contro Bonfim, il francese ha subito imposto il suo ritmo, combinando pressione in piedi e minacce a terra. Fin dai primi minuti, il brasiliano ha capito che la serata sarebbe stata lunga.
Una dominazione senza appello
Sola ha dettato il combattimento dall'inizio alla fine. Dopo aver testato la difesa di Bonfim nella boxe, ha portato lo scontro a terra con una facilità sconcertante. Il brasiliano, pur essendo cintura nera di jiu-jitsu, non ha mai trovato la chiave per uscire dalla trappola. Il D'Arce choke è arrivato come una conclusione logica: Sola ha infilato il braccio sotto il collo di Bonfim, ha bloccato la presa, e il combattimento si è fermato di colpo.
La prestazione riporta Sola (12 vittorie, 1 sconfitta, 1 pareggio in carriera, 2-1 in UFC) nella conversazione dei pesi leggeri francesi da seguire. A 27 anni, possiede un bagaglio di grappling che può creare problemi a qualsiasi membro della top 15. La categoria dei pesi leggeri è la più densa dell'UFC. Per emergere, serve più di un grappling di alto livello: serve la capacità di infilare prestazioni di questo calibro senza tempi morti. Sola ha appena spuntato la prima casella. Il cammino verso una classifica passa attraverso vittorie nette e senza possibilità di discussione.
Ankalaev regola la questione Guskov nel main event
Il combattimento principale della serata ha visto Magomed Ankalaev fermare Bogdan Guskov in uno scontro tra pesi mediomassimi russi. L'ex campione della categoria, che mirava a un ritorno verso la cintura, ha applicato una pressione costante prima di trovare l'apertura decisiva. Il finish riporta Ankalaev nella lista ristretta dei pretendenti al titolo, ora di proprietà di Khalil Rountree Jr.
Inizialmente, Ankalaev doveva affrontare lo stesso Rountree, ma il campione ha dato forfait meno di due settimane prima della scadenza. Guskov, accettando il combattimento con breve preavviso, non ha sfigurato ma ha finito per cedere di fronte a un Ankalaev determinato a cancellare il ricordo della perdita della cintura. La categoria dei pesi mediomassimi sta attraversando un periodo di transizione. Con il forfait di Rountree, la porta si è socchiusa per Ankalaev, che non ha tremato. A 33 anni, il russo non ha più tempo da perdere se vuole ridiventare campione.
Per Sola, il post-combattimento ha il sapore della rivincita sul destino. Sconfitto in un FOTN memorabile, vincitore per sottomissione quattro mesi dopo: il francese ha dimostrato di saper trasformare una sconfitta in carburante. Il prossimo passo probabilmente sarà un avversario classificato. Il tempo dei test è finito.