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NBA Europe quantifica la sua scommessa francese attorno a Parigi e Lione

Il progetto NBA Europe non ha ancora dato il via alla sua palla a due, ma comincia a mettere cifre sul tavolo. Uno studio rilanciato questo fine settimana stima che due…

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Questo contenuto è stato tradotto automaticamente dalla versione francese.

Il progetto NBA Europe non ha ancora dato il via alla sua palla a due, ma comincia a mettere cifre sul tavolo. Uno studio rilanciato questo fine settimana stima che due franchigie con sede in Francia, a Parigi e Lione, potrebbero generare circa 7 miliardi di dollari di attività economica tra il 2027 e il 2036, ovvero quasi 6 miliardi di euro. La cifra impressiona, naturalmente. Serve anche a un obiettivo molto concreto: convincere che la futura lega non sarebbe soltanto una vetrina sportiva, ma un prodotto capace di incidere sulle città, sugli impianti, sulle emittenti e sugli investitori.

Un mercato francese al centro del dossier

Parigi e Lione figurano da diversi mesi tra le città prese di mira dalla NBA per il suo insediamento europeo.

Parigi e Lione figurano da diversi mesi tra le città prese di mira dalla NBA per il suo insediamento europeo. Lo schema ipotizzato resta quello di una competizione a 16 squadre, con 12 franchigie permanenti e 4 posti assegnati in base ai risultati sportivi. Il lancio previsto resta fissato all’autunno 2027, in collaborazione con la FIBA.

Nel caso francese, lo studio mette in evidenza l’effetto cumulativo delle partite, degli eventuali playoff, delle attività commerciali e degli eventi collegati. Si parla di circa 400 appuntamenti nell’arco di dieci anni e di quasi 1 000 posti di lavoro diretti ogni anno. Il calcolo, quindi, non si limita ai botteghini: somma biglietteria, ospitalità, turismo, ristorazione, trasporti, merchandising e attività indotta intorno agli impianti.

La promessa arriva in un Paese in cui il basket dispone già di una solida base. La Francia produce giocatori NBA, attira l’attenzione con Victor Wembanyama, annovera Paris Basketball e l’ASVEL nelle discussioni europee e resta un mercato sportivo dominato dal calcio. Per la NBA, la sfida consiste nel trasformare questa popolarità in ricavi ricorrenti.

Miliardi, ma un modello non ancora definito

La cifra francese si inserisce in una serie di studi analoghi condotti su altri mercati presi di mira. Italia, Spagna, Germania e Turchia sono già state presentate come realtà ad alto potenziale. Questa coerenza dà peso al dossier, ma non risolve tutte le questioni.

Il costo d’ingresso delle franchigie resta molto elevato, spesso indicato tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari a seconda delle città e degli investitori. A questo livello, nessun grande club europeo tradizionale può procedere da solo senza un partner finanziario potente. La NBA punta quindi su una combinazione di marchi sportivi esistenti, investitori privati, club calcistici e nuove strutture.

È qui che il progetto diventa più politico. Parigi e Lione non sono soltanto due città del basket; sono anche due mercati in cui la concorrenza tra istituzioni può essere intensa. L’EuroLeague, dal canto suo, continua a preparare la propria espansione e non ha rinunciato a difendere le proprie posizioni. Il presidente dell’organizzazione europea ha recentemente riconosciuto che le discussioni con la NBA proseguono, preparando al contempo uno scenario di competizione concorrente.

La Francia può guadagnare molto, ma non senza rischi

Per il basket francese, un doppio insediamento di NBA Europe sarebbe un acceleratore brutale. Offrirebbe visibilità internazionale, budget raramente visti nelle arene europee e una nuova gerarchia sportiva. Potrebbe inoltre attirare talenti, sponsor ed emittenti che oggi guardano con prudenza al basket europeo.

Ma il vantaggio sportivo non è automatico. Se la nuova lega catturasse i migliori mercati senza un accordo solido con l’EuroLeague, il continente potrebbe ritrovarsi con due prodotti concorrenti, calendari sovraccarichi e un valore commerciale disperso. I club esclusi guarderebbero allora passare il treno con il sorriso teso di chi ha sentito chiaramente il rumore del motore, ma non ha ricevuto il biglietto.

Il prossimo passo sarà meno spettacolare di una cifra espressa in miliardi, ma più decisivo: capire chi metterà davvero i soldi, sotto quale marchio, in quale impianto e con quale spazio per i club già insediati. Parigi e Lione sono nel mirino. Resta da capire se diventeranno due locomotive francesi o due caselle allettanti in un foglio di calcolo ancora in costruzione.

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