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Ventidue combattimenti, ventidue vittorie, e ora una domanda: dove poserà i guantoni? Usman Nurmagomedov ha chiuso il suo contratto con la PFL nel modo più brutale possibile, spedendo Archie Colgan via TKO al primo round. Libero come l'aria, il cugino di Khabib è al centro di tutte le attenzioni. E l'UFC potrebbe essere il suo prossimo indirizzo. A 28 anni, il russo non è mai stato così vicino a varcare la porta che il suo illustre predecessore aveva sbattuto nel 2020, anch'egli imbattuto, dopo aver sottomesso Justin Gaethje.
Un KO per dire addio
Il 31 luglio, alla UBS Arena di New York, Nurmagomedov non ha fatto sconti.
Il 31 luglio, alla UBS Arena di New York, Nurmagomedov non ha fatto sconti. Di fronte ad Archie Colgan, imbattuto in tredici uscite prima di questo incontro, il campione lightweight della PFL ha chiuso la pratica in 3 minuti e 42 secondi. Un calcio al corpo ha piegato Colgan in due, una raffica di pugni è seguita, l'arbitro è intervenuto. TKO. Nona finitura per KO per il daghestano, che resta su ventidue successi senza il minimo intoppo dai suoi esordi da professionista nel 2017.
Colgan, combattente solido ma esposto a un livello mai affrontato prima, non ha mai visto arrivare la fine. Nurmagomedov, invece, sapeva che questa danza sarebbe stata l'ultima sotto la bandiera della PFL. Il suo contratto scadeva con questo main event. Lo ha onorato senza tremare, lasciando la gabbia di New York con un ultimo KO e una libertà tutta nuova. La PFL perdeva il suo campione la stessa sera in cui lo incoronava un'ultima volta.
Khabib fissa il quadro
Già il giorno dopo la vittoria, Khabib Nurmagomedov, ritirato dalle gabbie ma onnipresente nell'angolo del cugino, ha fissato le tappe in un'intervista a MMA Junkie: "Le trattative inizieranno. Entro un mese, Usman saprà dove combatterà." L'ex campione lightweight dell'UFC, che supervisiona l'allenamento del cugino dal ritiro di Abdulmanap, ha sempre considerato la PFL una tappa, mai una destinazione.
La PFL vorrebbe trattenere il suo campione, ma il CEO John Martin aveva già aperto la porta a una partenza a giugno, dichiarando che non avrebbe bloccato un trasferimento all'UFC se l'occasione si fosse presentata. E l'occasione non è mai sembrata così concreta. Dana White non ha mai nascosto la sua ammirazione per la stirpe Nurmagomedov. Con Islam Makhachev che regna sui lightweight dell'UFC e Umar che sale tra i galli, l'arrivo di Usman completerebbe un quadro già impressionante. Una firma potrebbe avvenire prima del rientro di settembre, se le due parti troveranno rapidamente un accordo finanziario.
Topuria nel mirino
Il manager Ali Abdelaziz, che gestisce anche Justin Gaethje, ha gettato un sasso nello stagno già il 2 agosto: "Usman fermerebbe Ilia Topuria in quattro round." L'ex campione UFC dei lightweight, sconfitto da Gaethje a giugno, resta una delle figure più redditizie della divisione. Uno scontro tra il grappling soffocante del daghestano e la boxe esplosiva del georgiano fa già venire l'acquolina in bocca agli appassionati di MMA.
Questa dichiarazione non è affatto casuale. Abdelaziz conosce i corridoi dell'UFC meglio di chiunque altro e non lancia mai un nome a caso. Mettere ora quello di Topuria significa preparare il terreno mediatico per una firma, dare ai fan un assaggio di ciò che li aspetta e ricordare all'UFC che Usman Nurmagomedov non è un semplice prospetto. È un campione imbattuto di 22 combattimenti che arriva con un nome, una squadra e un palmarès.
Una dinastia che si estende
Usman Nurmagomedov non combatte solo per sé. Porta il nome più pesante del MMA mondiale, quella dinastia forgiata da Abdulmanap Nurmagomedov nelle palestre polverose del Daghestan e portata al vertice da Khabib. A 28 anni, è al culmine delle sue capacità fisiche e tecniche. Il suo grappling, ereditato dalla scuola paterna, è soffocante; il suo striking, affinato alla American Kickboxing Academy, migliora a ogni uscita. Ha sottomesso undici dei suoi ventidue avversari e ne ha messi KO nove.
Resta un'incognita di peso: la convivenza con Islam Makhachev. I due combattono nei lightweight, condividono la stessa palestra e la stessa cerchia ristretta. Ma in una divisione dove i pretendenti credibili si contano sulle dita di una mano, un secondo Nurmagomedov nella top 5 UFC potrebbe forzare discussioni che nessuno ha ancora voluto avere. Il conto alla rovescia è iniziato.