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La filippina Alexandra Eala, 20 anni, ha firmato una delle imprese di questo inizio di torneo al Mubadala DC Open eliminando Leylah Fernandez, detentrice del titolo e testa di serie numero 7, in due set secchi (6-2, 7-6 [1]) mercoledì a Washington. La mancina classificata oltre la top 100 mondiale ha offerto una prestazione di una maturità sorprendente per raggiungere i quarti di finale del WTA 500 americano.
Un primo set in modalità rullo compressore
Un break a zero nel secondo servizio di Fernandez ha dato il tono: la filippina imponeva un ritmo elevato, alternando colpi pesanti incrociati e smorzate perfettamente mascherate.
Eala ha preso il comando fin dal primo gioco. Un break a zero nel secondo servizio di Fernandez ha dato il tono: la filippina imponeva un ritmo elevato, alternando colpi pesanti incrociati e smorzate perfettamente mascherate. In venticinque minuti, il tabellone segnava 4-0, e il pubblico del Rock Creek Park Tennis Center, pur essendo venuto numeroso per sostenere la detentrice del titolo, osservava la scena con incredulità. Fernandez, la cui copertura del campo e la scienza del contropiede figurano tra le migliori del circuito, sembrava completamente sopraffatta. Ogni tentativo di accorciare è stato letto come in un libro aperto, ogni salita a rete punita da un passante di rovescio incrociato che ha fatto alzare la folla. Il primo set, chiuso 6-2 in trentatré minuti, somigliava più a un recital che a un ottavo di finale.
La reazione di Fernandez e la risposta immediata
Fernandez è tornata in campo con intenzioni radicalmente diverse. Più aggressiva in risposta, ha breakkato subito portandosi sul 2-0, poi 3-1, sembrando finalmente dettare gli scambi. Il suo dritto lungolinea ha ritrovato mordente, e la sua prima palla passava nettamente più spesso. Ma Eala, lungi dal farsi prendere dal panico, ha recuperato il break subito con un game a zero concluso da un ace esterno che è schiantato come un tuono. Le due giocatrici hanno dato vita a un duello tattico di rara intensità, con ogni game di servizio ferocemente conteso. Sul 5-5, la filippina ha dovuto annullare due palle break al termine di uno scambio monumentale di ventinove colpi, concluso da un dritto vincente che ha strappato l'ovazione del pubblico.
Un tie-break a senso unico
Arrivati al tie-break, il rapporto di forza si è improvvisamente invertito. Eala ha vinto i primi sei punti con un'autorità quasi sconcertante, mescolando slice corti, salite a rete a sorpresa e risposte di dritto di una lunghezza chirurgica. La canadese, che pure aveva alzato il suo livello di gioco per tutto il secondo set, non ha più messo in campo una prima palla in questo tie-break. Fernandez, con le gambe pesanti e lo sguardo perso verso il suo angolo, ha commesso un doppio fallo sulla prima palla match. Il punteggio del tie-break, 7-1, non rende nemmeno pienamente conto del dominio esercitato dalla filippina in questi ultimi minuti. Ha alzato le braccia al cielo, un sorriso immenso le attraversava il viso ventenne.
Una conferma dopo il colpo di scena di Miami
Questo risultato non arriva dal nulla. Rivelata al mondo intero lo scorso marzo quando aveva fatto cadere Iga Swiatek, allora numero uno al mondo, nei quarti di finale del WTA 1000 di Miami, Alexandra Eala conferma di avere le armi per sconvolgere la gerarchia. Passata dal programma di formazione dell'accademia Rafa Nadal a Maiorca, dove ha frequentato i migliori giovani del mondo, l'ex numero due mondiale junior costruisce la sua progressione con una costanza notevole. La sua qualificazione ai quarti a Washington costituisce il suo miglior percorso da quella primavera floridiana che l'aveva rivelata. Lì affronterà la vincitrice dello scontro americano tra Madison Keys e Taylor Townsend, con in vista una prima semifinale in un WTA 500 che coronerebbe una stagione già promettente.