Football americano

Un rookie dimenticato dal draft, un finale da leggenda: la Carolina strappa l'Hall of Fame Game

La NFL è tornata giovedì sera, e non ha fatto le cose a metà. Per il tradizionale Hall of Fame Game che apre ogni anno la preseason a Canton, Ohio, i Carolina Panthers e…

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Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.

La NFL è tornata giovedì sera, e non ha fatto le cose a metà. Per il tradizionale Hall of Fame Game che apre ogni anno la preseason a Canton, Ohio, i Carolina Panthers e gli Arizona Cardinals hanno offerto uno spettacolo che il 33-30 sul tabellone non basta a riassumere.

Senza titolari, come da consuetudine per questa partita di apertura, entrambe le squadre hanno dato vetrina ai loro giovani talenti. E uno di loro ha sfondato lo schermo. Haynes King, quarterback non scelto al draft proveniente da Georgia Tech, ha segnato il touchdown della vittoria tuffandosi in end zone a cinque secondi dalla fine. Una corsa di cinque yard conclusa allo stremo, corpo orizzontale oltre la linea, sotto gli occhi di uno stadio Tom Benson conquistato alla sua causa.

Senza titolari, come da consuetudine per questa partita di apertura, entrambe le squadre hanno dato vetrina ai loro giovani talenti.

Il nativo di Longview, Texas, aveva però visto le 32 franchigie ignorarlo durante i sette giri del draft di aprile. Arrivato a Carolina come free agent con un semplice invito al training camp, King sapeva che avrebbe avuto solo una manciata di snap in preseason per farsi notare. Giovedì sera, li ha trasformati tutti in oro. Una storia di cui la NFL va matta, e che ricorda che il talento non si misura sempre dal numero di giri del draft.

Beck brilla, King strappa tutto

Prima dell'impresa del terzo quarterback di Carolina, era stato un altro rookie a far parlare di sé. Carson Beck, scelto da Arizona al terzo giro del draft, ha mostrato nei suoi due drive perché i Cardinals hanno investito su di lui. Lettura pulita, movimenti nella tasca senza farsi prendere dal panico e due passaggi da touchdown ben costruiti. Il prodotto di Georgia ha lasciato il campo con la sua quotazione in forte rialzo. Il suo primo drive, una serie di undici giocate conclusa con un passaggio laser da 22 yard verso il tight end, ha dato il tono a una serata in cui l'attacco ha a lungo dominato la difesa.

Ma il football ha questo di spietato: spesso ricorda solo l'ultima immagine. Quella di King che attraversa la difesa dei Cardinals in estensione, e quella di Dave Canales, l'allenatore di Carolina, che saluta "la finalizzazione" della sua squadra davanti alla stampa.

Una partita dai due volti

Il primo tempo aveva però partorito un round di studio spezzettato da penalità ed errori di comunicazione, logico per un agosto senza automatismi. Le due squadre si sono scambiate i turnover come ci si passa un pallone nel riscaldamento: tre intercetti e due fumble persi in trenta minuti di gioco. Poi la macchina si è impennata dopo la pausa. Kedon Slovis, altro quarterback dei Cardinals, ha addirittura creduto di regalare la vittoria ai suoi con un passaggio da una yard per Bryson Green a meno di due minuti dalla sirena. Illusione ottica: King aveva conservato il meglio per la fine.

Canton, rampa di lancio

L'Hall of Fame Game resta una partita di preseason. Nessuno trarrà conclusioni definitive dal duello tra terze scelte. Ma per un rookie non scelto al draft come Haynes King, una serata del genere cambia tutto. Gli offre una finestra mediatica e qualche settimana di credito in più in una lega dove i posti si conquistano sul merito, drive dopo drive. Prima di giovedì, nessuno fuori da Georgia Tech conosceva il suo nome. Oggi, i social media della NFL parlano solo del suo tuffo.

Dopo Canton, la preseason si estende fino al 7 settembre, data del calcio d'inizio ufficiale della stagione 2026. Fino ad allora, Carolina dovrà decidere la gerarchia nel ruolo di quarterback dove nessuno ha ancora bloccato le chiavi del camion. King ha appena presentato un curriculum che i Panthers faranno fatica a ignorare.

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