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La Slovenia ha conquistato domenica 19 luglio il suo terzo titolo di campione d'Europa U20 dominando la Serbia 84-65 nella finale disputata a Lubiana. Ventidue anni dopo l'ultimo trionfo nella categoria, nel 2004, i padroni di casa hanno completato un percorso perfetto di sette vittorie in altrettante partite davanti al pubblico dell'Arena Stožice.
Trascinati da un palazzetto tutto esaurito dalla loro parte, gli sloveni hanno gradualmente preso il sopravvento prima di far crollare i serbi nella seconda metà di gioco. Vit Hrabar ha chiuso come miglior marcatore dell'incontro con 18 punti, in una prestazione collettiva notevole in cui cinque giocatori sloveni hanno superato la doppia cifra. Il contrasto con la semifinale serba, dove la Serbia aveva impressionato contro la Spagna, è stato sorprendente.
Trascinati da un palazzetto tutto esaurito dalla loro parte, gli sloveni hanno gradualmente preso il sopravvento prima di far crollare i serbi nella seconda metà di gioco.
Una generazione d'oro attorno a Mark Padjen
Il playmaker Mark Padjen è stato eletto MVP del torneo dopo aver messo insieme 15,7 punti, 5,6 assist e 2,7 rimbalzi di media nell'intera competizione. In finale ha offerto una prova sobria ed efficace con 14 punti e 6 assist, confermando il suo status di regista di una squadra slovena padrona del proprio destino dall'inizio alla fine della quindicina.
Padjen, che ha già collezionato presenze con la nazionale maggiore slovena nelle qualificazioni internazionali, figura nel quintetto ideale del torneo insieme al compagno di squadra Urban Kroflic. Il serbo Nikola Džepina, lo spagnolo Raul Villar e il francese Mohamed Diakite completano questo All-Star Five che premia le individualità più rilevanti dell'edizione 2026.
Il futuro giocatore di Murray State negli Stati Uniti incarna una generazione slovena che ricorda, con le dovute proporzioni, la dinamica avviata all'inizio degli anni 2000. Nel 2004 la Slovenia vinceva già il suo secondo titolo U20 consecutivo, preannunciando l'emergere di talenti come Goran Dragić, che sarebbe diventato il volto del basket sloveno per quasi due decenni. Il parallelo non è forzato: come i loro predecessori, questi giovani sloveni hanno saputo alzare il loro livello di gioco nel corso del torneo per culminare il giorno della finale.
La Spagna di bronzo, la Francia ai piedi del podio
Nella finale per il terzo posto disputata sabato, la Spagna ha avuto la meglio sulla Francia 65-54, conquistando la sua prima medaglia nella competizione dal titolo del 2022. La Roja, guidata da Raul Villar presente nel quintetto ideale del torneo, ha costruito la vittoria su una difesa di ferro che ha limitato i Bleuets a 54 punti, il loro totale più basso del torneo.
Gli uomini di Carles Marco cancellano così tre edizioni consecutive senza podio e validano la scommessa di una ricostruzione attorno alla generazione del 2006. Dal lato francese, l'uscita di Mohamed Diakite, pur presente nel quintetto ideale, non è bastata a ribaltare una squadra spagnola più intraprendente nei momenti chiave.
Le promosse e le retrocesse della Division B
In Division B, Islanda, Ucraina e Svezia hanno conquistato la promozione e disputeranno la Division A la prossima estate. Queste tre nazioni sostituiscono Repubblica Ceca, Belgio e Romania, retrocesse dopo aver chiuso nelle ultime tre posizioni.
Il percorso ucraino è particolarmente notevole: retrocessa in Division B un anno fa, l'Ucraina ha subito reagito conquistando il biglietto di ritorno nell'élite europea del basket U20.
La Serbia dovrà attendere
Finalista sfortunata, la Serbia lascia Lubiana con la medaglia d'argento ma anche con la frustrazione di aver mancato l'appuntamento nel momento peggiore. Dominanti nella prima fase del torneo, i serbi sono stati imbrigliati dalla difesa slovena senza mai trovare la soluzione.
Il selezionatore serbo dovrà fare i conti con questa delusione. Il serbatoio di talenti resta comunque impressionante: Nikola Džepina, presente nel quintetto ideale, ne è la prova più lampante. Questa generazione avrà altre occasioni di brillare già dall'estate 2027, e il vivaio del basket serbo continua a produrre giocatori d'élite a un ritmo che poche nazioni europee possono eguagliare.